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Da Biella al Marocco per inseguire i suoi sogni

A 25 anni, Margherita Morel ha scelto di tornare alle proprie radici per studiare Medicina a Marrakech. Nel frattempo, insieme al marito, organizza viaggi su misura alla scoperta del Marocco: «Voglio prendermi cura di chi viaggia»

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Marocco

Ci sono scelte che richiedono un grande coraggio, ma sono proprio queste capaci di cambiare il destino a cui ognuno va incontro, arricchendo la vita di esperienze, volte a ridefinire il bagaglio culturale e personale di un individuo.

Margherita Morel, una giovane biellese di 25 anni, ha scelto di cambiare la sua routine e le sue abitudini, intraprendendo un viaggio, che l’ha portata a trasferirsi in Marocco e proseguire i suoi studi proprio nel Nord Africa.

Dopo aver intrapreso la facoltà di medicina, ha deciso di guardare oltre il confine nazionale e ricercare nuove opportunità in una terra diversa. Oggi, tra i colori e le atmosfere del Marocco, organizza visite e itinerari, dimostrando che la cura del benessere delle persone può passare anche attraverso la scoperta del mondo.

Quali sono le tappe più importanti della tua vita e come ti sei avvicinata alla medicina?

Sono nata in Italia, a Biella, ma a pochi giorni dalla mia nascita sono tornata con i miei genitori nel loro paese d’origine, il Marocco, più precisamente a Casablanca, dove sono cresciuta fino ai 13 anni. Poi sono tornata di nuovo qui, dove ho fatto medie e superiori. Non sono la classica persona che sapeva già cosa fare fin dalla giovane età, ma al quarto anno del liceo delle scienze umane ho avuto l’illuminazione: una professoressa mi ha consigliato di proseguire medicina e io non ci ho pensato due volte. Dopo la maturità, mi sono trasferita a Parigi, dove ho studiato per due anni, ma l’ambiente non mi convinceva. Così ho deciso di tornare in Marocco e iniziare a Marrakech medicina da zero, adesso sono al terzo anno».

Attualmente ti occupi anche di viaggi, com’è cominciato tutto?
Ho sempre avuto la passione per i viaggi, per il turismo e per il Marocco. Così ho unito questi tre elementi e dato il via a un sogno. All’inizio organizzavo viaggi per le mie amiche: le portavo a scovare i posti più nascosti e tutto ciò mi dava soddisfazione. Poi, quando un anno fa, ho incontrato quello che è diventato il mio attuale marito e partner sul lavoro, tutto è cambiato. Abbiamo deciso di concretizzare insieme questo grande progetto e siamo diventati tour operator, per l’agenzia ML Escapes, Morrocan Leisure. L’unione fa davvero la forza e nel nostro caso è stato questo l’elemento vincente: io sono italiana e chi viene dalla Penisola ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi quando visita il Marocco. Allo stesso tempo però, conosco bene questo Paese, come il mio fidanzato e insieme possiamo diventare delle guide, dei punti di riferimento allo scoperta di posti perduti. Questo lavoro lo porto avanti in parallelo a medicina, ma non mi pesa per nulla, anzi, mi riempie il cuore.

Qual è l’obiettivo di questo progetto?
Noi vogliamo creare un viaggio su misura, cucito perfettamente addosso al cliente che dobbiamo soddisfare. E’ importante conoscere esigenze, interessi e curiosità di coloro che vogliono viaggiare, così da mettere a disposizione tutte le nostre conoscenze, combinate al nostro grande amore per questa terra.

Perché proprio il Marocco? Cos’ha questo Paese che ti ha spinto a sceglierlo come base per la tua nuova vita e attività?
Ho sempre sentito un richiamo a quelle che sono le mie radici. Quando ero piccola mi sono trasferita in Italia, ma è stato per scelta di tutta la famiglia e nonostante io ci provassi e ci abbia provato ad adattarmi alle abitudini e agli usi di qui, non ci sono mai riuscita: mi mancava la cultura del Marocco. Per me non è stato come iniziare una nuova vita, ma tornare alla mia base d’origine; infatti, proprio per questo, ho deciso di iniziare medicina da capo, che tra l’altro ha grandi differenze rispetto a dove l’avevo cominciata. Qui vieni inserito in ospedale fin dal primo anno, invece nelle altre università standard i tempi sono molto più lunghi.

C’è un filo conduttore tra la medicina e il viaggio?
Più che un filo conduttore, è un bisogno. Se nella medicina io sono sempre focalizzata a far star bene gli altri e a essere attenta a ogni dettaglio, quando viaggio in generale vorrei che ci fosse qualcuno che, allo stesso modo, si prendesse cura di me, così da non dover pensare a nulla. La mia idea nasce da questo: quelle che sono le mie necessità le traspongo su un piano accessibile a tutti coloro che vogliono viaggiare.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto superare trasferendoti in Marocco?
La difficoltà maggiore è stata trasferirmi, da piccolina, dal Marocco all’Italia, un Paese che non ho mai sentito mio al cento per cento. Tornare qui è stato come prendere una boccata d’aria fresca, ma ha comportato anche un allontanamento dalla mia famiglia, che invece è rimasta a Biella e io ci sono davvero molto legata. E’ stato un enorme sacrificio, ma ne avevo bisogno.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Voglio completare il mio corso di studi di medicina con una specializzazione e allo stesso tempo, proseguire con questo progetto. Ora siamo solo io e mio marito a lavorarci, ma l’obiettivo è ingrandirlo e avere sempre più persone nel team, in modo da dividersi tutti compiti e arrivare a quante più persone possibili.

Margherita ha le idee chiare e un futuro che si prospetta ricco di soddisfazioni. Una parte di lei è attenzione e cura al dettaglio, ma dentro di sé conserva anche un grande spirito di avventura, unito alla voglia di far scoprire a tutti i tesori più belli del Marocco. Un passo alla volta, questa giovane donna sta coronando un sogno: guidare chi nel viaggio non cerca solo una meta, ma un’emozione da vivere tutta d’un fiato.

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