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“Servono ancora 60 letti per il nuovo ospedale”

Alla vigilia del trasferimento nel nuovo ospedale, la comunità biellese sta partecipando alla raccolta fondi per donare attrezzature più moderne. Una parte fondamentale fino a questo momento è stata giocata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che ha devoluto 17 milioni di euro. Ma le necessità sono ancora tante e i progetti da realizzare molto impegnativi.

Alla vigilia del trasferimento nel nuovo ospedale, la comunità biellese sta partecipando alla raccolta fondi per donare attrezzature più moderne. Una parte fondamentale fino a questo momento è stata giocata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che ha devoluto 17 milioni di euro. Ma le necessità sono ancora tante e i progetti da realizzare molto impegnativi.

Alla vigilia del trasferimento nel nuovo ospedale, la comunità biellese sta partecipando alla raccolta fondi per donare attrezzature più moderne. Una parte fondamentale fino a questo momento è stata giocata dalla Fondazione Cassa di Risparmio  di Biella che ha devoluto 17 milioni di euro. Ma le necessità sono ancora tante e i progetti da realizzare molto impegnativi. Nell’immediato occorre acquistare 260 posti letto di ultima generazione  per le camere di degenza. Letti facilmente manovrabili e tali da garantire massimo comfort e sicurezza, per sostituirne altrettanti superati.

Il costo di un letto con comodino è di 2500 euro e quello complessivo di questa iniziativa è di circa 700 mila euro, di cui oltre la metà sono già stati donati. Il successo è rilevante, ma ne mancano ancora 60 e il trasloco è vicino.

Altri progetti seguiranno: in primis l’acquisizione di altre indispensabili apparecchiature mediche di alta tecnologia, la realizzazione di camere per parenti di malati e poi borse di studio, corsi di perfezionamento per le varie figure professionali, sistemazione di spazi interni.

“Per questo rivolgo il più caldo appello  – afferma il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Biella, Luigi Squillario – a tutti coloro che vogliono e possono di partecipare a questa gara di solidarietà anche con contributi minimi ma che, numerosissimi, come quelli dei nostri antenati, servano a fare del nostro ospedale  un punto di eccellenza per la salute in Piemonte”

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