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Il nuovo e il vecchio ospedale

Ora che finalmente, dopo decenni dalla decisione di costruire il nuovo Ospedale, si sta attivando il difficile momento tecnico del trasferimento di tutta la struttura impiegatizia e sanitaria nel nuovo immobile a sud di Biella. Che cosa faremo di questa enorme struttura edilizia? Poco più di un anno fa il Comune di Biella si ‘baloccò’ culturalmente indicendo un concorso di idee che si tenne e si concluse.

Ora che finalmente, dopo decenni dalla decisione di costruire il nuovo Ospedale, si sta attivando il difficile momento tecnico del trasferimento di tutta la struttura impiegatizia e sanitaria nel nuovo immobile a sud di Biella. Che cosa faremo di questa enorme struttura edilizia? Poco più di un anno fa il Comune di Biella si ‘baloccò’ culturalmente indicendo un concorso di idee che si tenne e si concluse.

Ora che finalmente, dopo decenni dalla decisione di costruire il nuovo Ospedale, si sta attivando il difficile momento tecnico del trasferimento di tutta la struttura impiegatizia e sanitaria nel nuovo immobile a sud di Biella (o a nord di Ponderano?), stiamo per congedarci dal famoso “Monoblocco” costruito dal Fascismo, senza farla lunga, in quattro o cinque anni (a differenza della sconsolante inefficienza del regime ‘democratico’ (si fa per dire, naturalmente!)). Che cosa faremo di questa enorme struttura edilizia? Poco più di un anno fa il Comune di Biella si ‘baloccò’ culturalmente indicendo un concorso di idee che si tenne e si concluse.

Vinse un architetto di Marsiglia, secondo il cui studio il “Monoblocco Anni 30” dovrebbe essere adibito ad outlet ospitante tutti i grandi marchi biellesi ai piani bassi, appartamenti di lusso ai piani alti con vista sui monti e sulle pianure; intorno, musei e archivi per strizzare l’occhio alla cultura, ma anche ristoranti e alberghi e parcheggi praticamente in centro città: questa l’idea del vincitore, e cioè dell’architetto Remy Marciano.

Ora, presumibilmente entro fine anno (ma non sono ancora del tutto convinto circa l’annunciata tempistica) il vecchio Ospedale sarà completamente svuotato. Guardiamo ora al futuro: dacché il concorso di idee si è concluso, dacché è stato proclamato il vincitore, nulla più si è saputo.

In sostanza, secondo le regole di questa democrazia fanfarona, nullafacente e nullarealizzante il rischio è che il “Monoblocco” faccia la fine del Laboratorio di Sanità Pubblica (inutilizzato, ed anzi, più precisamente, mai utilizzato da vent’anni a questa parte). Sarebbe dunque bene che qualche autorità pubblica (ma chi? Il nuovo Sindaco? un Assessore regionale? L’attuale Presidente dell’Ospedale?) ci dicesse se qualcosa si sia già mosso, e precisamente: quale diffusione sia stata data (ammesso e non concesso che sia stata data) all’idea avanzata dal vincitore del concorso; chi eventualmente si sia interessato (ammesso e non concesso che qualcuno si sia interessato) ed abbia fatto qualche passo in avanti dopo la conclusione del concorso e dopo la proclamazione del vincitore per dare seguito al concorso medesimo; se qualche grande gruppo industriale o commerciale si sia già fatto avanti per immaginare di allestire un outlet commerciale con le più grandi firme del Biellese; in caso affermativo, quali aziende siano state interessate e quali abbiano mostrato almeno una iniziale confortante attenzione; chi si sia mosso, nel novero delle imprese edili biellesi, per immaginare la realizzazione di appartamenti di lusso; quali possibili investitori del settore siano stati contattati; quali enti siano stati interpellati per impostare il discorso non facile della realizzazione di musei ed archivi.

Spero che qualche “autorità” voglia fornire delle risposte, ed in primo luogo confido in una risposta del nuovo Sindaco di Biella che credo sia perfettamente consapevole delle serie problematiche urbanistiche che comunque nasceranno, qualsivoglia sia il futuro del “Monoblocco”. Speriamo, in ogni caso, che questa vicenda non si concluda, nella nostra Città, come si sono concluse tutte le altre (Laboratorio di Sanità Pubblica, Pedemontana, Cossato-Vallemosso-Trivero ecc.).

Sandro Delmastro delle Vedove

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