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Carlo Azeglio Ciampi, un politico lungimirante

Ho avuto l’onore, da Sindaco di Biella, di ricevere e di accompagnare Carlo Azeglio Ciampi nella sua visita ufficiale alla nostra città. Chi ha avuto la fortuna quel giorno di assistere all’arrivo o alla passeggiata per le vie cittadine del Presidente, ricorderà sicuramente la partecipazione, l’emozione e il calore che si respiravano, smentendo per una volta lo stereotipo che ci immagina compassati e assimilabili all’orso che campeggia nello stemma della città.

Ho avuto l’onore, da Sindaco di Biella, di ricevere e di accompagnare Carlo Azeglio Ciampi nella sua visita ufficiale alla nostra città. Chi ha avuto la fortuna quel giorno di assistere all’arrivo o alla passeggiata per le vie cittadine del Presidente, ricorderà sicuramente la partecipazione, l’emozione e il calore che si respiravano, smentendo per una volta lo stereotipo che ci immagina compassati e assimilabili all’orso che campeggia nello stemma della città.

Ho avuto l’onore, da Sindaco di Biella, di ricevere e di accompagnare Carlo Azeglio Ciampi nella sua visita ufficiale alla nostra città. Chi ha avuto la fortuna quel giorno di assistere all’arrivo o alla passeggiata per le vie cittadine del Presidente, ricorderà sicuramente la partecipazione, l’emozione e il calore che si respiravano, smentendo per una volta lo stereotipo che ci immagina compassati e assimilabili all’orso che campeggia nello stemma della città.

Il rapporto con Ciampi è stato, da subito, empatico. Prendendomi a braccetto mentre scendevamo per le scale di palazzo Oropa, mi disse: «Ricordati che un politico deve sempre aver ben chiare la storia e l’economia». Due aspetti che hanno caratterizzato tutta la storia politica del Presidente.

Fu il Capo dello Stato che più di tutti si spese perché l’unità d’Italia non rimanesse un’astrazione, ma entrasse davvero nei nostri animi e nelle nostre coscienze.

Nel corso del suo intervento al teatro Sociale, il Presidente si rivolse ai Biellesi citando temi che restano di strettissima attualità: parlò della sfida cinese e della competitività delle nostre aziende che un po’ l’avevano persa di fronte alla nascita di quei nuovi mercati che tuttavia potevano anche costituire un’opportunità. Ciampi ricordò il suo impegno citando Giuseppe Pella e Quintino Sella, ma si soffermò parecchio sulla riqualificazione di un territorio che, pur nella perdita di posti di lavoro derivanti da una mono cultura tessile, fenomeno già ben radicato un decennio prima, aveva tutte le potenzialità per trovare nuove vie di crescita.

Lungimirante come sempre, al pomeriggio a Città Studi incontrò le forze economiche e sociali del territorio rispondendo alle domande con una lucidità ammirabile e, nel congedarsi, con la sua inseparabile moglie Franca, mi ringraziò ancora per la calorosa accoglienza dei Biellesi.

Se, come citava De Gasperi, “un politico guarda alle prossime elezioni e uno statista guarda alla prossima generazione”, Ciampi sicuramente rientra a pieno titolo nella seconda, e molto più ristretta, categoria.

Vittorio Barazzotto

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