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Quattro buoni motivi per cui domani Pallacanestro Biella non dovrebbe giocare

Il commento di Paolo La Bua

BIELLA – Quattro motivi per cui la sfida tra Pallacanestro Biella e Reale Mutua Torino non si dovrebbe giocare, domani.

Primo: con lo svolgimento del campionato di basket di Serie A2 la pandemia in corso rischia diffondersi ulteriormente, tra contatti tra giocatori e addetti ai lavori vari. La conseguenza è il rischio di un ulteriore carico di lavoro per gli ospedali e per i medici, incomprensibile. Il gioco, per un torneo semiprofessionistico, vale la candela? Secondo noi, no.

Secondo: la situazione dei giocatori rossoblu (5 positivi fermi ai box e quindi grande incertezza sulla squadra che si potrà schierare) dimostra che il campionato che sta per cominciare è falsato fin dall’inizio. Che formazione sfiderà la corazzata torinese? Vale per Biella, ma anche per tutte le altre compagini, in qualsiasi prossimo turno del torneo. Ogni settimana sarà un’incognita. A questi livelli, una squadra senza due americani, per esempio, fa prima a non scendere in campo… Già la Serie A è in crisi, figuriamoci la Serie A2, il cui giro d’affari è nettamente inferiore e il numero di tesserati in rosa ridotto all’osso per tutti.

Terzo: chi guarderà le partite? Biella avrà la diretta di Rete Biella TV, bene, ma non proprio benissimo. E le altre squadre? Qualche diretta web, spesso. Troppo poco. Dover giocare senza pubblico rappresenta infatti la morte del campionato cadetto, che proprio sugli appassionati e i tifosi sugli spalti ha la propria ragione d’essere.

Quarto: fuga degli sponsor. Con queste premesse è evidente il disinteresse o la riduzione d’investimenti da parte di aziende e di gruppi industriali, che non hanno motivo d’investire in un torneo poco o niente visibile e mediatico.

Infine, la proposta: aspettare l’anno nuovo e sperare di poter iniziare davvero in una modalità simile al passato o almeno quasi normale. Pallacanestro Biella ha provato a farlo capire in giro, invano. Domani, quindi, si giocherà. Forse.

Paolo La Bua

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