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Mercati finanziari: conviene investire in ETF nel 2021?

Iniziamo col dire che l’acronimo ETF sta per “Exchange Traded Funds” e viene utilizzato per indicare tutta una serie di fondi (o anche di SICAV) che presentino commissioni o, più in generale, costi di gestione molto bassi

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Mercati finanziari (Pixabay)

Nel mondo del trading online il budget ha un ruolo molto importante: stiamo infatti parlando della “potenza di fuoco” dei singoli investitori, di quell’insieme di risorse che, in certi casi, pregiudica la buona riuscita di un affare ancora prima di cominciare. I trader più esperti sanno bene che determinate operazioni non possono essere portate avanti senza il budget necessario ed è per questo, ad esempio, che la compravendita diretta di certi asset è prerogativa quasi esclusiva degli investitori più facoltosi.

Si pensi, ad esempio, a titoli particolarmente forti e solidi (un buon esempio per questo momento storico può essere rappresentato dalle azioni di Amazon), oppure a materie prime pregiate come l’oro, o ancora a criptovalute di successo come Bitcoin. In tutti questi casi il valore nominale dell’asset è spesso talmente alto da allontanare in partenza la stragrande maggioranza degli investitori di tutto il mondo.

Per fortuna però esistono strade alternative: strumenti finanziari pensati appositamente per evitare l’acquisto diretto di un qualsiasi bene e che dunque permettono anche agli utenti con meno esperienza e risorse di poter operare in autonomia. Molti traders, per esempio, scelgono di investire in etf, uno strumento noto per i suoi costi ridotti e per il suo elevato livello di efficienza.

Cosa sono gli ETF

Iniziamo col dire che l’acronimo ETF sta per “Exchange Traded Funds” e viene utilizzato per indicare tutta una serie di fondi (o anche di SICAV) che presentino commissioni o, più in generale, costi di gestione molto bassi.

Gli ETF vengono negoziato nel mercato nella stessa maniera delle azioni ed anzi nascono proprio con l’obiettivo di replicare sia l’andamento che il rendimento di uno o più asset. Una replica che però presenta almeno una grande differenza, considerato che investire in ETF significa evitare ogni genere di spesa che sia legata sia alla distribuzione che alla gestione attiva.

A ciò si aggiunga che gli ETF sono uno strumento finanziario davvero molto semplice da utilizzare e che, tra l’altro, permettono una gestione ed un controllo delle operazioni trasparente: infatti per conoscere in tempo reale sia il livello di rischio che quello di rendimento dei propri investimenti, sarà sufficiente tenere sott’occhio gli indici di mercato replicati.

Si consideri infine che gli ETF presentano anche un alto livello di flessibilità, visto che non hanno scadenze, nonostante siano quotati in tempo reale: ciò vuol dire che il trader può decidere di rimodulare il proprio investimento in base sia ai propri obiettivi che ad eventuali scenari contingenti.

Come scegliere tra gli ETF

Come è facile intuire, scegliere tra i vari ETF disponibili significa innanzitutto scegliere tra gli asset o i gruppi di asset che verranno replicato.

Ci sono però almeno altre due varianti da considerare quando si sceglie un fondo di questo genere: la prima è la percentuale di influenza sul valore totale del fondo che avranno i diversi beni compresi.

La seconda è la tipologia. Infatti, è possibile distinguere tra due diverse categorie di ETF, ovvero gli ETF armonizzati e quelli non armonizzati. Gli ETF armonizzati sono quelli che rispettano tutte le normative finanziarie europee; gli ETF non armonizzati sono invece quelli che non le rispettano e che quindi sostengono imposte superiori.

Investire in ETF è un’opportunità?

I dati di cui sopra lasciano immaginare che un investimento in ETF sia tutto sommato consigliato, soprattutto per coloro che vogliano evitare l’acquisto, la vendita e lo scambio diretto di asset di un certo livello.

Va però sottolineato come esistano anche esperti del trading online tendenzialmente avversi a questo genere di fondi: ad esempio tutti coloro che diffidano dalle strategie passive, considerandole quelle più a rischio nel momento in cui il mercato dovesse entrare in fase negativa.

C’è poi chi ritiene che la diffusione eccessiva di ETF possa finire addirittura per generare instabilità nel mercato, andando a minare meriti e prestazioni degli asset che vengono replicato: questa scuola di pensiero è sicuramente estrema e considera gli Exchange Traded Funds una specie di droga del mercato, capace di modificare e compromettere i suoi risultati reali.

E tu cosa ne pensi?

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