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Salute

Il sindacato dei medici si ribella

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Lo Snami, il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, ha da poco scritto una lettera per informare le autorità e chi di dovere delle condizioni di totale inadeguatezza nelle quali i dotti sono costretti a lavorare in questi giorni di emergenza.

La missiva, firmata dal presidente provinciale Gianmaria Gazzola, è indirizzata in primis al prefetto “per informarLa – si legge – di gravi accadimenti in netto contrasto con il DPCM dell’8 marzo 2020 che mettono a repentaglio la salute dei Medici di Medicina Generale, che si stanno prodigando per combattere il contagio e la diffusione della nota e temibile varietà di Coronavirus che ci affligge, e della popolazione che affluisce ai loro studi e per formularLe alcune richieste di interesse e di opportuno intervento.

Accadimenti :

Molti Medici, in particolare la stragrande maggioranza di Medici di Assistenza primaria (Medici di Famiglia) e Medici di Continuità Assistenziale sono stati lasciati ancora una volta allo sbaraglio, facciali FFP2/FFP3 camini monouso, occhiali a mascherina, guanti in nitrile) prescritti dalla normativa vigente per la sicurezza e salute di qualunque lavoratore ( D.lgs.81/08)

Le idonee mascherine che questo Sindacato aveva reperito sul mercato per fornirLe ai propri iscritti, in sostituzione dell’adempimento della Parte Pubblica ai tanti Medici che ne hanno fatto richiesta , risultano non consegnabili per intervento del Nostro Governo che risulta aver bloccato tutte le importazioni

Quindi, Noi Medici in prima linea sul Territorio, ci troviamo non solo senza i DPI prescritti dal Governo e dalla Regione che non li distribuisce, ma anche nell’impossibilita’ di acquistarli a nostre spese anche dopo averli reperiti autonomamente.

Il DPCM 8 marzo 2020 prescrive a tutti, in particolar modo agli anziani, di non lasciare la propria abitazione se non per gravi motivi.

A tutt’oggi sono state consegnate dalla ASL BI 50 mascherine chirurgiche a medico; in caso di gestione domiciliare di paziente positivo un kit, fornito dal SISP, contenente 1 filtrante facciale FFP2, un paio di occhiali protettivi e un camice protettivo.

Le indicazioni fornite ai Medici per proteggersi dal contagio , prevedono che il personale sanitario in contatto con un paziente con sintomi respiratori e con caso sospetto, probabile o confermato da infezione da COVID-19 debba indossare DPI adeguati (mascherina chirurgica, camice monouso idrorepellente , guanti , occhiali/ occhiali a maschera/occhiali di protezione/ occhiali a mascherina/ visiera) , in numero adeguato

Inoltre, le indicazioni prevedono che i pazienti con sintomi respiratori nelle sale d’attesa debbano indossare una mascherina chirurgica , se tollerata, e che vada isolato immediatamente il paziente in area dedicata o comunque separata dagli altri. Se tale situazione non e’ adattabile assicurare la distanza di 1 metro dagli altri pazienti. Le mascherine chirurgiche , di cui siamo stati dotati, in numero risibile, sono difficilmente reperibili sia dal personale sanitario che dal cittadino comune e molti ambulatori non sono dotati di aree dedicate o in cui sia possibile attuare un isolamento temporaneo dagli altri pazienti.

A questo Sindacato appare evidente che gli accadimenti e le disposizioni locali sopra descritte non solo non contrastano il contagio da COVID -19 ma anzi lo rendono piu’ probabile : noi Medici di Medicina Generale potremmo essere vettori di infezione , oltre a rischiare di ammalarCI.

Ritenuto il Prefetto territorialmente competente, sentito il relativo Dipartimento di Prevenzione, possa requisire struttura e beni ( mobili e immobili) ed assumetre ogni altro provvedimento idoneo al fine di attuare le superiori disposizioni governative e assicurarne l’esecuzione ed il rispetto in coerenza con l’acclarata situazione emergenziale, questo Sindacato chiede aiuto alla Signoria Vostra Illustrissima pregandoLa di fare tutto quanto in Suo potere per uniformare le prescrizioni dello Stato anche alla provincia di Biella, affinchè la lotta al contagionon si riduca ad un proclama mediatico ma si realizzi attraverso una serie di azioni opportune, ragionevoli ed efficaci a tutela della salute pubblica”.

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