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Meno psicologia e più scuola

Ci vorrebbe un’équipe socio-psico pedagogica stabile nelle scuole. L’ho sentito dire stamane di sfuggita dalla psicologa Maria Rita Parsi, onnipresente in tv.

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Mettiamoci il cuore nei grandi eventi biellesi. Gli alpini biellesi hanno penato per decenni per riuscire a portare la grande Adunata delle gloriose penne nere a Biella e poi, tutto si esaurisce con il metallico fragore dei registratori di cassa? 

Meno psicologia e più scuola. Ci vorrebbe un’équipe socio-psico pedagogica stabile nelle scuole. L’ho sentito dire stamane di sfuggita dalla psicologa Maria Rita Parsi, onnipresente in tv.

Meno psicologia e più scuola

Ci vorrebbe un’équipe socio-psico pedagogica stabile nelle scuole. L’ho sentito dire stamane di sfuggita dalla psicologa Maria Rita Parsi, onnipresente in tv. Non ho potuto fare altro che pensare mestamente che oggi, se si superano i 20 bimbi per classe, già si sbraita di “classi pollaio”; alle elementari della mia generazione eravamo tra i 39 e i 42 bambini e la variabile era determinata dal fatto che c’era chi si presentava in classe una tantum.

Erano gli anni della grande immigrazione dal Sud. E c’era un insegnante solo, non le schiere di insegnanti di oggi. Non c’erano docenti di sostegno, ma ad un certo punto andò a formarsi una classe definita “differenziale” ove vennero convogliati i casi problematici. Oggi si griderebbe alla ghettizzazione, alla non inclusione, forse anche al razzismo, ma allora andava così. Eppure quei 39/42 sono cresciuti, sono diventati uomini, qualcuno ha avuto fortuna, altri meno, qualcuno ha fatto scelte sbagliate e ne ha pagato il conto. La natura ha fatto il suo corso, ha compiuto, negli anni, le sue selezioni.

Tutti quegli esperti…

Oggi che abbiamo le scuole invase da docenti, sociologi, psicologi ed esperti in pedagogia, vediamo, come accaduto a Treviso, minori che aggrediscono a calci e pugni un cinquantenne colpevole di avere preso le difese di una signora spaventata dal comportamento di questi ragazzi.

Ma anche a Biella, abbiamo minorenni che ogni venerdì sera danno vita a risse per futili motivi, abbiamo quelli, sempre minorenni, che insultano, bestemmiando, i partecipanti alla processione del Venerdì Santo, abbiamo anche chi, sempre minorenne, si aggira in via Italia armato di machete, tanto da indurre alcuni negozianti ad asserragliarsi nei loro negozi chiudendo a chiave gli ingressi.

Classi pollaio

E noi ci preoccupiamo degli psicologi e delle “classi pollaio”, che intanto, in anni più recenti, si sono trasformate in classi in via di estinzione, visto il calo demografico.

DELLO STESSO AUTORE LEGGI ANCHE: Quelle bestemmie durante la processione

 

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3 Commenti

1 Commento

  1. Steap63

    11 Aprile 2024 at 9:53

    Effettivamente è vero psicologi, sociologi, esperti, tanto blablabla inutili….. insegnanti impotenti senza più autorità e prigionieri di genitori che dovrebbero andare da psichiatri più che da psicologi…..e 20 persone sarebbero una classe pollaio? mah…. siamo una società di pazzi isterici che sta degradano irrimediabilmente verso il baratro…..

  2. Sergio

    11 Aprile 2024 at 10:31

    E’ vero, ma allora avevamo i genitori che facevano davvero i genitori! Oggi per i figli è tutto permesso, si danno tutti i contentini. La rovina oltre tutto la completano i vari telefonini e social, oltre alla troppa libertà che viene lasciata. Si vedono in giro a tutte le ore ragazzini di 13/14 anni con compagnie poco affidabili.

  3. Ardmando

    11 Aprile 2024 at 14:31

    I ragazzini di oggi sono figli di quella “generazione di mezzo” composta da genitori rammolliti i quali non hanno preso loro stessi abbastanza scarpate nel sedere. E per ragioni di fatturato sono assecondati da uno stuolo di “esperti” tra i quali psicologi e altra gentaglia simile, che è presente in numero sin troppo abbondante e che ora tentano di psicanalizzare anche le macchine. Società-ciarpame.

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