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La Biella che piaceVa

Quelli che sfidano la sorte in bicicletta sulla superstrada Biella-Cossato

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BIELLA – Biella è un paesotto in cui succede poco nulla di interessante ed ecco perché ci ritroviamo sempre e ancora sempre a parlare delle stesse cose, come fossimo un disco rotto Se non è il ponte è la funicolare, se non è la superstrada sono le piste ciclabili. Allora parliamone di queste famose (non) piste ciclabili.

Lingue di asfalto rossastre “rubate” alle carreggiate e spacciate per aree dedicate agli amanti delle due ruote. Ad oggi in città esisteranno sì e no 3, 4 Vere piste, tutto il resto sono buffonate da propaganda elettorale che spesso risultano essere più pericolose che pratiche (vedi via Ivrea).

Questo però non toglie che anche gli amanti delle bici ci mettano del loro per fare incazzare tutti quanti, tralasciando i luoghi comuni dei giri appaiati a centro strada (pure le anatre, le mucche e i bimbi dell’asilo sanno fare meglio) e concentriamoci su quei fenomeni che ogni santo giorno per motivi ignoti al buon senso, si immettono in superstrada. Come novelli Pantani, tutti agghindati con bici super lusso, tenute da professionisti e pedalata spedita che manco ci fosse la Rai a riprenderli, pedalano e pedalano, incuranti dei divieti, dei cartelli, del pericolo. Invece di farsi una sgambata sulle nostre bellissime colline, sfidano la sorte in una specie di gioco al massacro sul rettilineo più trafficato della provincia.

Signori miei, già la super è piena zeppa di fenomeni in auto che sfrecciano a velocità folli per poi decollare sul prato o cappottarsi 8 volte (cose che, se rispetti il limite difficilmente capitano) se vi mettete pure voi, non ne usciamo più. E ogni santo giorno chiamate a Carabinieri, vigili, polizia e le immancabili lettere ai giornali (un giorno qualcuno ci spieghi a cosa servono ste lettere, se non ad alimentare flame e malcontento, senza alcun reale apporto alla risoluzione del problema). In conclusione, qualche controllo in più non guasterebbe, se li vediamo noi sti fenomeni siamo sicuri che anche gli addetti ai lavori non avrebbero difficoltà a farlo.

Una bella multa, salata, pesante, dura, a loro come ai sopracitati corridori provetti, magari riuscirebbe a mettere un po’ di ordine in una strada che, già di suo, tra cantieri, vegetazione e segnaletica, ha fin troppi problemi e non abbiamo bisogno di certi fenomeni ad aggiungerne altri. Andate altrove, dove si può, dove non si fanno danni e se proprio non ce la fate, allora andate aff… fine!

 

 

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