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«Una vita tra famiglia e lavoro, ora vado alla Corrida»

Dino Fasan, 83 anni, il giorno del provino era proprio in forma, quando ha iniziato a cantare, l’esaminatore ha fatto un salto sulla sedia

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COSSATO – Non è mai troppo tardi per allenare il proprio talento canoro. Dino Fasan, classe 1938, nato a Biella ma originario di Méolo, in provincia di Venezia, e residente a Cossato, ne sa qualcosa: dopo una vita trascorsa fra lavoro e famiglia, è stato selezionato per partecipare a “La Corrida – Dilettanti allo sbaraglio”, lo storico programma televisivo.

«La mia famiglia si era trasferita in Piemonte, a Vigliano Biellese, ma poi mio papà Giovanni venne richiamato nell’esercito per la Seconda guerra mondiale. Per questo motivo tornai in Veneto, dove frequentai le scuole. Iniziai a lavorare a 12 anni, nel 1950, e là rimasi fino ai 16 anni, sempre impegnato nell’artigianato, da tre fratelli che costruivano mobili, camere per gli alberghi. Nel 1954 tornai a Cossato. Ricordo che era il primo maggio, giorno in cui veniva inaugurato il primo mercato coperto, quello che oggi non esiste più. Al suo posto c’è un palazzo. Ho sempre fatto il falegname».

La moglie Luciana, presente all’incontro, dice che tutto ciò che è legno è Dino, e indica con il dito diversi mobili da lui costruiti. L’esperienza è tanta e in settori diversi, dalla carpenteria dei tetti, ai pavimenti. I pensieri vagano poi negli anni spensierati vissuti da bambino, quando con una lira comprava tre biglie. Dino è stato anche donatore di sangue. Tante esperienze di vita che nulla lasciavano presagire che sarebbe diventato un cantante di ottimo livello, pur non sapendo leggere la musica, come lui stesso ribadisce. Era il 1956 quando cantava nel coro della parrocchia a Quaregna, poi più nulla per anni. Un periodo di tempo trascorso fra impegni di lavoro, anche distanti da casa, in Toscana e in Liguria, e la famiglia, con l’arrivo dei figli.

«La scintilla è scattata una decina di anni fa, quando sono andato in pensione. Ho iniziato di nuovo a cantare in chiesa con il coro “San Michele” di Piatto, con cui ho fatto anche qualche trasferta. In seguito ho cantato per qualche mese nel coro “Sette Note” di Chiavazza».

Qualcosa di particolarmente bello, che fa coprire il viso con le mani alla moglie, accade a settembre del 2019 per il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio. Durante la messa nella chiesa di Gesù Nostra Speranza, con l’aiuto della maestra Elena Turcato, Dino si alza in piedi e intona l’Ave Maria di Charles Gounod. «Secondo me è una delle versioni più complesse perché la voce deve sempre salire – spiega -, ma io avevo in mente proprio quella. Avevo organizzato tutto di nascosto. Quella mattina sono uscito di casa furtivamente per fare le prove e mia moglie, che non sapeva nulla, subito se l’è presa».

Il racconto poi si ferma e Dino dà saggio della propria voce da tenore, canta, propone proprio l’Ave Maria. Sentire la sua voce è emozionante.
«È stato dopo un intervento al cuore, con l’applicazione di quattro bypass nel 2004, che la mia voce è migliorata».

Siamo nel 2019 quando accade qualcos’altro. Il 14 dicembre, Dino viene convocato a Torino per il provino per partecipare alla Corrida.

«Non ero emozionato, anzi, ero proprio convinto di me. Quel giorno mi sentivo bene, la mia voce era pulita. Mi ero preparato sempre con Elena con tre testi: ‘O Sole mio, Ave Maria e Nessun dorma. Mi hanno chiesto di cantare ‘O Sole mio. Quando ho attaccato, uno degli esaminatori si è persino tirato indietro sulla sedia. Avevo 81 anni, ma me ne sentivo 18, tant’è che sono stato confermato, ma purtroppo la situazione sanitaria ha poi bloccato tutto.  Sto comunque studiando per portare “Nessun dorma” in televisione. Spero soltanto che non mi venga la tosse, come a volte accade. Per imparare, ascolto Luciano Pavarotti con la mia maestra e una volta ho persino fatto scappare via il suo gatto con le orecchie dritte e ci siamo messi tutti a ridere».

Anna Arietti

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