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Eventi e cultura

Federico Davide, uno studente che sogna di diventare un grande cuoco stellato

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federico davide

MUZZANO – Malgrado la “dad” (didattica a distanza), sono tanti  ragazzi che hanno ancora le idee ben chiare su cosa vorranno fare da grandi. Lo fanno attraverso lo studio che in futuro offrirà nuovi sbocchi nel mondo del lavoro.

Federico Davide ha solamente 16 anni ma sa già il fatto suo.

Che istituto scolastico stai frequentando?

«L’IS Gae Allenti di Biella, faccio l’alberghiero, sono al secondo anno».

Come mai hai scelto questo percorso di studio?

«La scelta è data da una passione per il viaggio e allo stesso tempo per la cucina. Un binomio che messo in pratica ti da modo di viaggiare e  lavorare, come  ad esempio fanno i cuochi che si trovano sulle navi».

In questo periodo studiate attraverso la “dad”. Per le ore di pratica come fate?

«Facciamo tutto da casa. Gli insegnanti ci chiedono di realizzare delle ricette. Alla fine scattiamo delle foto a tutto ciò che abbiamo cucinato. Scriviamo tutti i passaggi appunto della ricetta, specificando tutti gli ingredienti con le relative quantità e grammature. Alle fine inviamo il tutto sulla mail dei professori. Loro poi ci danno la valutazione pratica».

Quindi una valutazione solo su carta, che alla fine tralascia ciò che il palato potrebbe invece offrire.

«Eh si, in “dad” sarebbe un po’ difficile fare assaggiare le nostre realizzazioni ai professori. Ciò non toglie che dal mio punto di vista invece  preferirei osservare i loro volti mentre gustano i nostri cibi. Vivremmo tutti un’emozione diversa».

Le ricette potete sceglierle voi studenti oppure vi vengono imposte dalla scuola?

«Dipende. Ad esempio la prima volta l’abbiamo scelta noi, mentre la seconda invece, imposta dalla scuola,  doveva essere basata sulla festività pasquale».

Nella prima, quindi in quella scelta da te, che cosa hai preparato?

«Ho optato per un dolce. Una crostata di marmellata alla pesca».

Preferisci i dolci o i salati?

«Sono aperto a qualsiasi tipo di cucina, dalla panetteria a dolci, primi, salati. Per lavorare in un ristorante bisogna essere pronti a qualsiasi tipo di richiesta».

Una volta conclusi gli studi, quali sono le tue ambizioni? In sintesi parlaci del tuo sogno nel cassetto.

«Sicuramente andare all’estero e viaggiare. In Italia ci sono molti sbocchi professionali per quanto riguarda il mondo della cucina.  Io comunque vorrei andare all’estero, mi piacerebbe vedere quali sono le tradizioni culinarie presenti negli altri stati, scoprire le loro specialità».

Tra  tuoi sogni c’è anche quello di aprire un locale tutto tuo?

«Assolutamente si. Non sogno alla grande, quindi non penso ad un ristorante da mille e una notte, ma vorrei investire in un piccolo locale per potermi fare conoscere».

A questo punto ti mettiamo alla prova, ci sveli una tua ricetta?

«Va bene. Propongo ai vostri lettori un tiramisù classico. Ne ho preparato uno qualche giorno fa ed è stato molto apprezzato dai commensali: prendete quattro uova, zucchero, mascarpone, savoiardi e cacao. Armatevi di scodellini e di una teglia in vetro. Il rosso delle uova dev’essere messo in una teglia dove andiamo ad aggiungere lo zucchero.  Mescoliamo il tutto fino a quando gli ingredienti non assumono un colore molto chiaro. A quel punto aggiungiamo il mascarpone, nel mentre iniziamo a preparare il caffè che andremo a mettere in un apposito contenitore. Continuiamo a mescolare fino ad ottenere una crema. A quel punto aggiungiamo il cacao, al contrario non lo mettiamo se invece lo vogliamo fare bianco. Andiamo ad immergere i savoiardi nel caffè che nel mentre è pronto. Aggiungiamo il marsala in modo che si impregnino. Prendiamo una teglia e mettiamo uno strato di savoiardi dove sopra andremo a cospargere la crema che abbiamo preparato. Poi passiamo al secondo strato ricospargendo la crema rimanente. Il lavoro si conclude con una spruzzata di cacao in polvere e mettiamo il dolce  nel frigorifero pronto poi da servire».

Una bomba di calorie dunque

«Dipende dalla quantità che ne mangiamo. Io penso che il dolce sia uno sfizio che a tavola non deve assolutamente mancare. Naturalmente anche i dolci devono essere gustati con i giusti vini».

In televisione, sono sempre in aumento le trasmissioni legate alla cucina. Molte volte sono presentate da cuochi famosi. Il tuo preferito chi è?

«Sicuramente Bruno Barbieri. Si è costruito tutto da solo partendo da lavapiatti nelle navi, come hanno fatto molti altri. Ad un certo punto del suo inizio carriera ha avuto la fortuna di incontrare uno “chef” molto famoso che ha notato il suo talento. Lo ha voluto nel suo ristorante e da lì ha preso il via la carriera di Bruno Barbieri, uno dei cuochi più stellati che esistano in Italia».

Ti auguriamo tanto successo e chissà, magari fra qualche anno diventerai famoso e protrai dire che questa è stata la tua prima di tante interviste.

«Lo spero tanto, nella vita non si sa mai. La volontà di imparare non mi manca.  C’è un vecchio detto che dice: chi bene inizia è a metà dell’opera».

Mauro Pollotti

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