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Quella morte negli ex Lanifici Rivetti esige rispetto umano

Un richiamo al senso di responsabilità

Rifondazione Comunista Biellese si unisce al cordoglio ed alla indignazione di chi, diversamente dall’Assessore Moscarola, non ha perso il senso di responsabilità e di rispetto umano di fronte alla morte del cittadino senza dimora trovato nei locali dismessi e fatiscenti della fabbrica Ex-Rivetti la scorsa notte.

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Questa morte ci rappresenta una comunità di persone estremamente fragili e, dunque, estremamente in difficoltà e pericolo in tempi di Pandemia. La pandemia mette in luce come ne ora con questa ne con la passata Amministrazione ci si sia preoccupati di un progetto di parte pubblica per un luogo dedicato a chi vive per strada , fondato sulle loro necessità, rispettoso delle individualità e funzionante 24 ore su
24 .

In altre città le risorse si sono trovate, insieme alla acquisizione e riconversione di strutture che prontamente, a tempo record, vengono destinate a chi è stato colpito da Covid ed è dimesso o in quarantena. Nulla è impossibile se solo si riconosce pari dignità e cittadinanza a chi per mille ragioni è esposto.

Ma fintanto che un Assessore per riflesso ormai condizionato al suo sceriffato, a problema sociale risponde in automatico con parole chiave quali sicurezza, decoro, regolamento di polizia, la soluzione, come del resto non c’è stata in passato con Cavicchioli dopo la vicenda dell’ex Macello, non ci sarà neppure ora, senza una forte pressione dal basso.

Questa morte interpella tutti noi e così come diciamo di fronte al disastro dei tagli alla sanità, praticati da destra e da centrosinistra, che solo la Sanità Pubblica ci salverà dalla pandemia, cosi diciamo che solo un investimento stabile nell’Assistenza Sociale Pubblica, da subito, sarà in grado di contrastare gli effetti dell’attuale ed del futuro impoverimento e sostenere chi altrimenti viene continuamente ributtato ai margini.

Cominciamo da subito, si chiudano pure i luoghi abbandonati, ma si aprano alternative investendo anche la Protezione Civile per adattare edifici già pubblici, dalla palazzina ex uffici ASL, alla struttura ex-ambulatoridi Via Fecia o requisire strutture private, perchè
l’emergenza è ora e perchè tutte le persone hanno uguale dignità e diritti inviolabili(art.2 e art, 3 della Costituzione Italiana nata dalla Resistenza al Nazifascismo).

Lucietta Bellomo
(Segretaria di Rifondazione Comunista Biellese)

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