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Cronaca

Nel carcere di Biella i detenuti parlano tranquillamente con il cellulare…

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Ieri, nella tarda serata, nel carcere di Biella, nella “sezione ricominciare”, sono stati rinvenuti, durante un giro di controllo due telefonini cellulari perfettamente funzionanti. Questi cellulari muniti di carta sim e carica batterie erano in possesso di due detenuti italiani che, alla vista del personale di Polizia Penitenziaria hanno provato a rompere uno dei due cellulari e nasconderlo all’interno del water, mentre l’altro cellulare era collegato direttamente alla tv mediante un cavetto USB costruito artigianalmente.

A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge : “Per quest’anno si tratta dell’ennesimo rinvenimento, non occasionale ma professionalmente determinato dalla Polizia Penitenziaria, di telefoni cellulari all’interno di una sezione detentiva del carcere di Biella e ciò convalida gli allarmi che l’O.S.A.P.P. ha più volte lanciato rispetto ad una condizione di estrema precarietà in termini di sicurezza per tale istituto penitenziario.

“Fermo restando – prosegue il leader dell’O.S.A.P.P. – che il possesso di telefoni cellulari da parte di detenuti all’interno delle carceri non è certamente determinato dalla necessità di chiamare la mamma o la fidanzata da parte dei medesimi, ma assai spesso è legato ai contatti tra realtà criminali all’esterno del carcere e quindi alla continuazione di quei reati che hanno determinato la detenzione dei soggetti oggi reclusi, per il carcere di Biella anche le condizioni di vivibilità lavorativa da parte del personale di Polizia Penitenziaria lasciano assai a desiderare in ragione di una annosa disorganizzazione addebitabile all’attuale Direzione.

“Anche nel caso del carcere di Biella – conclude Beneduci – come per gli altri istituti delle regioni Piemonte Liguria e Valle d’Aosta in penoso affanno organizzativo si è più volte tentato di richiedere il fattivo intervento del Provveditore Regionale Liberato Guerriero che ad oggi non risulta essersi curato debitamente di quei problemi che pure erano suo preciso obbligo affrontare e risolvere, soprattutto quando come anche nel caso accennato dei telefonini accade, a rischio non è solo l’agibilità e la funzionalità degli istituti di pena ma anche e soprattutto la sicurezza della collettività esterna al carcere. Per tali motivi risultano irrinunciabili conseguenti iniziative da parte del Capo del D.A.P. Francesco Basentini e del Guardasigilli Alfonso Bonafede a cui l’O.S.A.P.P. rivolge nuovamente appello”.

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