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Cronaca

L’ultimo commosso saluto a Massimo Biaggi

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BIELLA – E’ stato celebrato venerdì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Chiavazza il funerale di Massimo Biaggi. L’uomo è scomparso a causa di un tumore martedì scorso all’età di 64 anni.

In tanti hanno voluto essere presenti per accompagnarlo durante il suo ultimo viaggio. La notizia della sua morte ha destato cordoglio e profonda commozione in città dov’era molto conosciuto.

Il suo calvario è iniziato lo scorso anno, dopo che gli era stato diagnosticato un brutto male. Da quel momento la sua vita aveva assunto un aspetto diverso, lui aveva tanta voglia di andare avanti. La battaglia contro il male doveva essere vinta.

Nell’ultimo periodo qualche miglioramento c’era stato, poi la situazione è precipitata e nel giro di qualche giorno il suo cuore ha purtroppo cessato di battere.

Benché non stesse bene, Massimo non aveva mai perso la voglia di scherzare, fino all’ultimo istante, quando ha ancora scambiato qualche simpatica battuta con il personale sanitario del reparto dell’ospedale di Ponderano dove si trovava ricoverato.

Gestiva da molti anni la Carrozzeria Biaggi di Chiavazza in via Cocconato. Era un buon carrozziere, molto preparato. Lo dimostra il fatto che erano tanti coloro che si rivolgevano a lui per i problemi legati alle automobili.

Un carattere mite, cordiale, sempre disponibile nel dare una mano. Accoglieva i clienti con il sorriso sulle labbra, ed immancabilmente nasceva un rapporto di amicizia. Oltre ai normali lavori, Massimo nutriva grande passione per le auto d’interesse storico che rimetteva a nuovo durante i suoi ritagli di tempo, non badava a orari, l’officina era la sua casa.

Un’intera vita dedicata al lavoro ed alla famiglia. Proprio nei mesi scorsi, i suoi occhi si erano illuminati di lacrime di gioia in occasione del matrimonio di suo figlio Michele con Valentina, che tanto lo adorava.

Massimo ha lasciato nel dolore la moglie Maria Pia, la figlia Myra con Alessandro, Michele con Valentina ed il fratello Lucio con la sua famiglia.

Mauro Pollotti

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