CronacaValli Mosso e Sessera
Il maresciallo Rotolo è tornato in servizio: «Mai persa la fiducia»
Da 10 mesi affronta la sclerosi multipla: «Le tempeste non devono mai abbattere, fanno “gonfiare le vele”»
Il maresciallo Rotolo è tornato in servizio: «Mai persa la fiducia».
Il maresciallo Rotolo è tornato in servizio: «Mai persa la fiducia»
È una storia di coraggio e determinazione quella del maresciallo Fabio Rotolo, comandante della stazione dei carabinieri di Crevacuore, tornato in servizio dopo 10 mesi e dopo aver scoperto di avere la sclerosi multipla. A raccontarla su Facebook, nei giorni scorsi, è stato lui stesso, ricordando che sono passati 283 giorni da quel 25 maggio, quando venne ricoverato all’ospedale civile “Giuseppe Mazzini di Teramo”.
«Il 31 dello stesso mese vengo dimesso – ha scritto -, ma ancora non ho una diagnosi, che arriva il 12 giugno. Il sospetto è diventato realtà: sclerosi multipla. La cartella clinica parla di una terapia che dovrò iniziare il prima possibile, così il 25 giugno inizio quella che sarà la mia prima infusione. Da quel momento la mia vita cambia. I miei progetti cambiano. Cambiano i piani, ma l’obiettivo no. Quello non cambia, resta lo stesso, anzi trova ancora più convinzione, determinazione ed equilibrio».
«Ho sempre avuto pieno rispetto della paura – ha aggiunto -, ma non mi sono lasciato mai intimorire da essa. Ho fatto così anche questa volta. Mi son rimboccato le maniche e ho iniziato a lottare, fare sacrifici, avere senso di dedizione e disciplina, senso di essere Uomo, affrontare le paure. Sveglia puntata presto al mattino, palestra, visite specialistiche, fisioterapia. Difficile, sì, ma non impossibile. Nonostante tutto, seppur in convalescenza, continuo comunque a restare fedele ai miei principi e valori che porto e custodisco gelosamente dentro di me. Sono innati nella pelle, così come gli Alamari che porto sulla giacca. Sono pur sempre un Carabiniere e continuo a portare avanti quella che è la mia missione».
«L’ho fatto quando ero ricoverato ha concluso -, l’ho fatto quando ero in convalescenza a casa e continuerò a farlo, con ancora più convinzione e passione, domani, quando dopo 283 giorni tornerò a indossare la mia uniforme. E questa foto rappresenta la rinascita di un Uomo che non ha mai perso la fiducia, il coraggio e la credenza che ci potranno essere, anzi ci devono essere, nel nostro percorso, delle tempeste, ma non ci dobbiamo mai lasciar buttare giù da esse. Le dobbiamo utilizzare proprio come fa un marinaio. Perché le tempeste fanno gonfiare le vele, infatti la peggior minaccia per un marinaio, è la bonaccia, non la tempesta. Grazie Sclerosi. Sempre dalla stessa parte. Fedele nei secoli».
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