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Cronaca

Biella, invalido colpito da uno schiaffo cade e muore

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BIELLA – «Mio padre è morto per colpa di uno schiaffo dato da un vicino. Voglio giustizia».
A denunciare quanto successo è Khira Kamel, figlia di Brahim Kamel, 67enne di origine marocchina residente in città da molti anni e deceduto all’Ospedale degli Infermi di Ponderano giovedì sera, dopo quasi una settimana di agonia.
La donna non riesce a farsi una ragione di quanto accaduto, una banale discussione le cui conseguenze hanno portato alla morte dell’uomo.
«E’ successo tra le 14 e le 15 di venerdì scorso – racconta -. Papà si è ritrovato a discutere con un ragazzo che vive in un alloggio popolare del suo stesso condominio, in via dei Conciatori. Non era la prima volta che succedeva, da quando il vicino aveva sostanzialmente occupato un garage sfitto che si trova vicino alla porta d’ingresso dell’appartamento di mio padre. Quel giorno però il ragazzo lo ha colpito con uno schiaffo. Stiamo parlando di un diciannovenne contro un 67enne invalido al 100 per cento, che un paio di anni fa aveva subito un trapianto. Lo schiaffo gli ha fatto perdere l’equilibrio, è caduto e ha sbattuto violentemente la testa contro il ciottolato del cortile».
Soccorso dal personale del 118, l’uomo è stato portato immediatamente all’ospedale. All’inizio la prognosi era di 30 giorni, non sembrava essere in pericolo di vita. Poi purtroppo le sue condizioni si sono aggravate.
«Gli hanno diagnosticato un trauma cranico con emorragie in testa – conferma la figlia -. Proprio i coaguli di sangue hanno successivamente provocato delle crisi epilettiche che lo hanno fatto entrare in coma. Giovedì sera mi hanno chiamato per comunicarmi il decesso. Tutto questo per colpa di uno schiaffo. Perché è vero che papà aveva le sue patologie, ma in generale stava bene».
Ora la donna non si dà pace. Assistita dall’avvocato Tiziana Porcu del foro di Torino si è rivolta alla questura per ottenere giustizia. Del caso si stanno occupando gli uomini della Squadra Mobile, diretti dal commissario capo Castrenze Cagliari e coordinati dalla Procura. Polizia e carabinieri erano già intervenuti nel pomeriggio di venerdì in seguito alla lite: «Da quanto ne so – spiega Khira – il 19enne ha ammesso di averlo colpito. Pare abbia detto di aver agito d’istinto, temendo di essere colpito a sua volta. Ma ripeto, stiamo parlando di un giovane uomo di 19 anni e di un 67enne invalido. Comunque per fortuna ci sono testimoni che hanno assistito alla scena».
Brahim Kamel, che in passato aveva lavorato per molti anni come operaio e nel campo della ristorazione, lascia la moglie e cinque figli. Ora la salma è sotto sequestro. Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia, poi la Procura rilascerà il nulla osta per le esequie. La data, dunque, non è ancora stata fissata.
«Una volta conclusi gli esami – comunica ancora la figlia – organizzeremo la preghiera in moschea, a Chiavazza. Poi la salma verrà rimpatriata in Marocco, perché mio padre ha sempre espresso la volontà di tornare a casa».

m.f.

3 Commenti

3 Comments

  1. Saadia

    30 Novembre 2020 at 21:25

    Non perdonò nessuno a che mi fatto soffrire dio pagherà tutte mio marito mi manca tanto voglio giustizia piu presto 😡😢😢😢😢😢😢😢

  2. Pingback: “Il trauma cranico potrebbe aver innescato le crisi che hanno portato Brahim Kamel al coma e alla morte”

  3. Daniele

    4 Gennaio 2021 at 2:01

    Sono senza parole

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