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Matteo Salvini fa retromarcia su elettrificazione e diretto per Milano
Le risposte del ministro riguardanti la linea ferroviaria Biella-Novara
Matteo Salvini fa retromarcia su elettrificazione e diretto per Milano.
Matteo Salvini fa retromarcia su elettrificazione e diretto per Milano
L’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Novara rischia di allontanarsi ulteriormente. Il deputato del Pd Federico Fornaro ha presentato un’interrogazione al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini per chiedere, tra gli altri, se «è a conoscenza della situazione di grave ritardo per i lavori di elettrificazione e ammodernamento della linea Biella – Novara e se, nell’ambito delle sue competenze, intende adoperarsi per verificare quali sono stati i motivi dei ritardi fino a ora accumulati; e se intende adoperarsi per avere dei tempi certi per l’elettrificazione e l’ammodernamento (con riclassificazione della linea) della tratta rimanente Biella – Agognate, della linea Biella – Novara».
La risposta di Salvini, però, sembra frenare l’entusiasmo. In primis per le criticità infrastrutturali. «Gli approfondimenti tecnici condotti da Fs Engineering hanno evidenziato criticità infrastrutturali rilevanti: la presenza di 43 opere d’arte interferenti tra ponti, cavalcaferrovia e gallerie e condizioni geometriche delle gallerie non conformi agli standard per l’elettrificazione. Tali elementi, rappresentati alla Regione Piemonte fin da luglio 2025, comportano una stima dei costi pari a circa 98,5 milioni di euro e vincoli tecnici tali da rendere complessa l’attuazione dell’intervento, che richiederebbe una chiusura della linea per circa tre anni e un extra costo di 2 milioni di euro per il completamento del Pfte rispetto alle risorse convenzionate. Alla luce di queste criticità, su richiesta della Regione Piemonte, Rete Ferroviaria Italiana ha valutato scenari alternativi di ammodernamento. Tra questi si segnalano gli interventi puntuali per incrementare le prestazioni nella gestione della circolazione nella stazione di Rovasenda, con un costo a vita intera pari a 3,7 milioni di euro e un recupero fino a tre minuti per i treni incrocianti; la velocizzazione di specifici tratti di linea, con un costo a vita intera di 49 milioni di euro e due fasi di intervento che consentirebbero ciascuna un recupero di circa due minuti; le misure di adeguamento prestazionale mediante riclassificazione della linea a categoria C3, con un costo a vita intera di 26 milioni di euro, che permetterebbero la circolazione di materiale rotabile di nuova generazione sia in caso di elettrificazione sia in caso di mantenimento della trazione termica con treni bimodali o ibridi».
E anche sul diretto per Milano non sembrano esserci buone notizie: «La Regione Piemonte ha richiesto una verifica sulla possibilità di attivare un collegamento diretto Biella-Milano nelle fasce pendolari, cosi da valorizzare pienamente l’elettrificazione della Biella-Novara ed eliminare le attuali rotture di carico a Novara. Le prime analisi indicano che tali servizi sarebbero realizzabili solo riducendo l’offerta sulla relazione Torino-Milano, con conseguenti impatti sulla capacità e sulla programmazione del traffico ferroviario regionale».
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