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Volano i costi dei parcheggi blu, salgono del 10% anche gli abbonamenti

L’ex assessore La Malfa: «Non era dovuto, scelta politica»

Come già anticipato, certamente inattesa, anzi assolutamente non prevista, è giunta la notizia dell’aumento, già attuato, di 10 centesimi della tariffa oraria dei posteggi a pagamento della città. Dunque la tariffa oraria è passata da 1,20 a 1,30 euro, la minima di mezz’ora da 50 a 60 centesimi. Che tradotto in termini percentuali significa un aumento dell’8,33% per un’ora di sosta e del 20% per quella di trenta minuti. Aumento del 10 per cento anche per gli abbonamenti mensili per residenti passati da 24,50 euro a 27.

Siglata nel lontanissimo Duemila, la convenzione tra BiPark e amministrazione comunale ha interessato inizialmente circa 500 posti auto che nel corso degli anni, sarebbe meglio dire dei decenni, sono saliti a circa 1.250 sparsi per tutta la città con particolare concentrazione nelle zona centrali, ovviamente.

Sia per i privati che per il pubblico le zone a pagamento rappresentano un utile. E’ stato calcolato che uno stallo vale poco più di 600 euro annui, ovvero una cifra complessiva intorno ai 750mila euro, equamente suddivisi tra i due soggetti.

Secondo quanto riferito l’anno scorso in sede di presentazione di bilancio dall’allora assessore Giorgio Gaido le zone blu rappresentano l’unico dei cosiddetti servizi individuali a pagamento che produce utili: «L’unica voce in attivo è quella legata ai parcheggi a pagamento, che nel 2018 hanno consentito un incasso netto di 238mila euro». I circa 150mila euro mancanti per arrivare alla metà di 750mila sono dovuti al pagamento del mutuo acceso per i lavori di realizzazione del posteggio di via Crosa.

La domanda successiva riguarda i motivi dell’improvviso adeguamento tariffario motivato dalla giunta comunale come un atto dovuto per l’aumento inflazionistico degli ultimi anni. Una tesi che però viene contestata dall’ex assessore Stefano La Malfa: «Il contratto tra BiPark e comune non prevede assolutamente un adeguamento automatico all’inflazione. Ovviamente i privati hanno diritto di chiederlo e altrettanto ovviamente il comune ha il diritto di negarlo come è dimostrato dal fatto che nei cinque di amministrazione Cavicchioli non c’è stato alcun ritocco verso l’alto delle tariffe».

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