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«Sicurezza agli Zumaglini questione ancora irrisolta. Se necessario siamo pronti a “blindarli” di nuovo»

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BIELLA – «Se per ripristinare l’ordine ai giardini pubblici Zumaglini serviranno di nuovo i presidi dell’anno scorso, siamo pronti a rifare tutto». Parola di Giacomo Moscarola, vicesindaco, nonché assessore alla sicurezza e alla polizia municipale.
L’ultima rissa nel cuore verde del capoluogo provinciale, l’altro giorno, ha riaperto un argomento che da sempre tiene banco in città: i soggetti che stazionano tra via Italia e il centro commerciale dell’Esselunga, tra bevute, degrado ed episodi di violenza. Un problema mai risolto, sul quale tra l’altro si è giocata gran parte della passata campagna elettorale che ha portato alla vittoria di Claudio Corradino per la poltrona di sindaco.
Da qui la misura amministrativa del “Daspo urbano”, fortemente voluto dalla coalizione di centrodestra con vocazione muscolare. A distanza di un anno, però, cronaca nera alla mano, nulla pare davvero cambiato.
«Quanto avvenuto l’altro giorno va ben oltre le misure previste dal “Daspo” – spiega Moscarola -. E’ evidente che se qualcuno commette dei veri e propri reati che interessano il codice penale, il “Daspo” sia fuori luogo. Il provvedimento che noi abbiamo deciso di adottare è legato a quelle persone che occupano spazi pubblici impropriamente, impedendone l’utilizzo corretto ai cittadini. Parliamo del balordo che beve, sporca e infastidisce il cittadino che passa per il parco giochi o i diversi viali interni. Chi invece delinque se la vede direttamente con i provvedimenti previsti dal codice penale e la magistratura: denuncia, arresto o altre misure». E ancora: «Il “Daspo” prevede l’allontanamento forzato da un determinato spazio pubblico della città per persone moleste, i classici piantagrane post bevuta del tavernello. Sono contento che i protagonisti dell’ultima rissa agli Zumaglini siano stati arrestati o denunciati dalla Polizia, ma nulla c’entra con la nostra azione. Ripeto e riassumo: non va fatta confusione tra provvedimenti diversi, per tipologie differenti di azioni. Un conto è un balordo che sporca e disturba cittadini per bene e un conto sono delinquenti che fanno una rissa. Proprio una mega rissa con alcune decine di persone coinvolte ci aveva portato alla decisione di un’azione di forza nell’area in questione, ovviamente per tutelare le tante persone per bene che chiedevano un intervento serio».
Il nodo, appunto, resta la sicurezza nel parco, che nessuno pare davvero riuscire a garantire con continuità. «Quando per due mesi abbiamo organizzato un pattugliamento e un presidio costanti, da parte delle varie forze di polizia, i problemi si sono azzerati – dice con soddisfazione Moscarola -. Ammetto che appena abbiamo mollato la presa, tutto è tornato come prima. Speravamo che l’inverno attenuasse il problema. Invece non è accaduto. Poi è sopraggiunta l’emergenza sanitaria e tante forze e risorse sono state dirottate su altri servizi più urgenti. Ripongo molte speranze nell’apertura del nuovo locale all’interno del parco: la presenza di clienti dovrebbe allontanare tutti quei soggetti che stazionano senza far niente nella zona, sporcando in giro o dormendo sulle panchine. Presto entreranno in servizio anche i nuovi agenti della polizia municipale, attraverso il concorso. Quindi avremo più uomini per organizzare i pattugliamenti. Però se i problemi dovessero proseguire, chiederemo nuovamente al Comitato per l’ordine e la sicurezza di procedere nuovamente a un controllo sistematico del parco da parte di polizia, carabinieri e vigili».

Paolo La Bua

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