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Senza acqua calda da mesi
I condomini, ormai esasperati, hanno organizzato una protesta in comune
Senza acqua calda da mesi. Momenti di tensione nella mattinata di martedì a Palazzo Oropa. Un gruppo di residenti delle palazzine Atc di via Collocapra e via Milano, a Chiavazza, si è presentato a in comune chiedendo di essere ricevuto dal sindaco.
Esasperati da una situazione che si protrae da mesi. I condomini hanno deciso di rivolgersi direttamente al primo cittadino per cercare di sbloccare un problema che, nonostante le ripetute segnalazioni, non ha ancora trovato soluzione.
Senza acqua calda da mesi
Sono dodici le famiglie che da maggio devono fare i conti con l’assenza di acqua calda o con un servizio intermittente. Dopo aver tentato inutilmente di risolvere il problema attraverso l’Agenzia territoriale per la casa, i residenti hanno deciso di chiedere l’intervento del comune.
«Sono costretta a mandare mio figlio a fare la doccia a casa di amici – racconta una delle residenti presenti a Palazzo Oropa -. Mi vergogno, ma non posso fare diversamente». Un’altra inquilina sottolinea le difficoltà quotidiane: «Ho un figlio di due anni. Come faccio a lavarlo con l’acqua gelata?». A preoccupare è anche l’arrivo della stagione fredda. «In queste palazzine vivono bambini, anziani e disabili. È possibile lasciare le persone più fragili senza acqua calda per così tanto tempo? Adesso voglio vedere come faremo quando servirà anche il riscaldamento», osserva un’altra residente.
Richieste ripetute
La rabbia nasce soprattutto dai ripetuti tentativi di ottenere una soluzione. «Sono mesi che contattiamo l’Atc. Ci dicono sempre che stanno lavorando al problema, ma non è ancora stato possibile riparare la caldaia. Per questo abbiamo deciso di venire in comune: ci sentiamo presi in giro. Ci promettono interventi e soluzioni, ma intanto noi continuiamo a lavarci con l’acqua fredda, mentre chi dovrebbe risolvere il problema torna a casa e ha tutti i servizi funzionanti. Speriamo che il comune possa aiutarci in qualche modo», conclude una delle inquiline.
La protesta ha portato a un primo risultato. L’assessore alle Politiche abitative Isabella Scaramuzzi, informata della situazione durante l’incontro improvvisato nell’atrio di Palazzo Oropa, ha fissato per questa mattina un appuntamento con i residenti di via Milano e via Collocapra. Agli inquilini è stato comunque ricordato che gli alloggi non sono di proprietà comunale. Ma dell’Agenzia territoriale per la casa alla quale compete la manutenzione degli immobili.
Le risposte di Atc
Proprio l’Atc, in una nota, ha ricostruito le cause del disservizio e gli interventi effettuati finora. L’Agenzia conferma che: «La centrale termica non è, nostro malgrado, funzionante dal mese di maggio. Ovvero da quando il quadro elettrico è stato colpito da fulmini che hanno bruciato più componenti del sistema informatico e dato origine a problemi all’acqua calda».
Aggiungendo però come: «Sin da subito l’Agenzia ha sollecitato la ditta manutentrice. Che, dopo diversi interventi, non è stata però in grado di riavviare l’impianto (ricevendo formale diffida da parte di Atc). Allo scopo di accelerare il più possibile i tempi, sono stati quindi chiamati in causa i tecnici specializzati arrivati dalla Germania, gli stessi che avevano installato la centrale. Tuttavia, dopo aver sostituito diversi pezzi, l’inconveniente era ancora in essere. In ultimo poi, a quel punto esauriti i tentativi di riparazione, si è deciso di cambiare l’intero quadro elettrico. La spesa di oltre 20mila euro è già stata autorizzata e l’ordine effettuato. L’intervento è in programma non appena arriveranno in loco tutti gli elementi utili e necessari al ripristino della piena funzionalità dell’impianto».
Le scuse
L’Agenzia conclude scusandosi per i disagi, ma sottolinea anche il problema della morosità degli inquilini. «Atc è dispiaciuta per i disguidi, causati, va ripetuto, da un forte temporale che si era abbattuto sulla zona. Ciò nonostante rileva di aver fatto tutto quanto in suo potere benché il dato di morosità degli inquilini sia ad oggi superiore ai 250mila euro. Ricordiamo agli utenti che ai diritti devono corrispondere dei doveri. E che non pagare l’affitto medio di 96 euro mese, non solo rende più difficoltosi gli interventi manutentivi, ma toglie il diritto alla casa a quei nuclei che sono in graduatoria.
Atc Piemonte Nord proseguirà, dunque le azioni volte al recupero della morosità pregressa ed alla risoluzione dei contratti nei confronti dei morosi colpevoli. Nell’interesse dei più fragili e di chi, correttamente, paga la sua parte».
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