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San Giovanni d’Andorno c’è un nuovo gestore

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San Giovanni d’Andorno c’è un nuovo gestore

Per il Biellese turistico e religioso c’è una buona notizia. A partire dal mese di aprile il ristorante e l’albergo del Santuarìo di San Giovanni d’Andorno, vale a dire le attività commerciali situate all’interno del complesso religioso, riapriranno i battenti dopo il lungo periodo di chiusura iniziato nello scorso mese di ottobre al termine della stagione estiva 2019. La conferma arriva da Pier Luigi Touscoz, presidente della Fondazione Opera Pia Laicale di San Giovanni: «Nei giorni scorsi la Fondazione ha preso atto e approvato l’offerta pervenuta. La nuova gestione entrerà in funzione dal mese di aprile, in tempo per la bella stagione».
Dunque dopo la notizia della prossima riapertura del Rifugio del Lago della Vecchia, anche per San Giovanni d’Andorno la ricerca dei nuovi gestori si è conclusa positivamente. Oggetto del bando, della durata triennale, è il grande immobile situato su tutto il lato nord del piazzale recentemente ristrutturato e comprende: al piano terra sotto i portici il bar, ristorante con cucina e dispensa, due locali adibiti a negozio, un locale per ricovero, assistenza e noleggio Ebike, due locali tecnici centrale idrica e centrale termica; al piano primo un ristorante 80 posti con cucina e dispensa, adiacente sala convegni, al piano secondo l‘albergo con 20 camere con bagno (quattro per disabili) da due, tre o quattro posti letti per un totale di 56 e al terzo piano l’ostello con sei camere da sei posti letto con servizi in comune.
In attesa di ulteriori particolari sulla futura gestione, ricordiamo San Giovani d’Andorno è l’unico santuario dedicato a San Giovanni Battista in Italia (e forse in Europa). Il più antico documento risale al 1512 e si riferisce a San Giovani Battista della balma (grotta, caverna, spelonca) dove tuttora è conservata la statua lignea del santo, ma il culto di San Giovanni ha origini più remote; si tramanda che la statua del precursore fosse stata più volte dai pastori spostata agli alti pascoli e che ritornasse sempre nella grotta. Diversi tentativi analoghi ebbero, secondo la leggenda, lo stesso esito: così i fedeli riconobbero il carattere sacro e miracoloso della grotta e costruirono attorno ad essa una prima modesta cappella. La sua realizzazione, nelle forme attuali, avviata a partire dai primi anni del Seicento e proseguita fino ai primi decenni del Novecento.

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