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Ritorno a scuola, oggi la firma sul protocollo di sicurezza: cosa sappiamo sulle regole per settembre

Nessun riferimento al green pass

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Da un lato i sindacati contestano l’obbligo del green pass per il personale scolastico, dall’altro il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi lo definisce uno strumento di tutela.

Oggi il Ministero dell’Istruzione presenta ai sindacati per la firma il protocollo per l’avvio in sicurezza dell’anno scolastico. Dal distanziamento alle mascherine, ecco cosa sappiamo sulle regole per il rientro a scuola a settembre.

 

Nessun riferimento al green pass

Nel protocollo che il ministero presenterà ai sindacati non ci dovrebbe essere alcun riferimento al green pass, Le misure contenute sono quelle già previste dal verbale del Cts dello scorso 12 luglio. Dell’obbligo di certificazione verde se ne occuperà il Parlamento nelle prossime settimane quando dovrà trasformare in legge il decreto approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri.

Confermate molte delle misure in vigore lo scorso anno: mascherine per tutti dai sei anni in su e igiene delle mani, turni di ingresso scaglionati e percorsi il più possibile separati di ingresso e uscita.

Tra le altre regole previste dal protocollo per evitare la diffusione del coronavirus, sono previsti: turni anche in mensa, attivazione di un Help Desk per i presidi e di un tavolo di controllo con i sindacati, individuazione del referente Covid e di un medico competente per le emergenze delle singole scuole.

Il distanziamento

In linea generale e qualora logisticamente possibile – si legge nel protocollo – “si raccomanda di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (sia in posizione statica che dinamica) e di assicurare, anche nelle zone bianche, la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra del docente”.

Nel protocollo si precisa che “laddove le condizioni strutturali-logistiche degli edifici scolastici, legate anche alla disponibilità di risorse umane e alle conseguenti ripercussioni organizzative, non consentano il distanziamento di sicurezza interpersonale, resta necessario mantenere le altre misure”.

Le finestre aperte

“Nelle aule scolastiche – si legge ancora nel protocollo – è opportuno tenere aperte leggermente e contemporaneamente una o più ante delle finestre e/o di eventuali balconi e la porta dell’aula in modo intermittente o continuo. Questa misura può raggiungere la massima efficienza se le finestre, i balconi e le porte si trovano su entrambi i lati dell’aula (ventilazione incrociata)”.

Questa misura dovrà essere adottata anche nelle giornate con avverse condizioni meteorologiche, rimodulando la frequenza e i periodi di apertura delle ante di finestre, di balconi e delle porte (che per compensare devono essere più frequenti e per periodi più lunghi) e limitando, allo stesso tempo, l’impatto delle condizioni meteo esterne”.

Cosa succede in caso di contagio

Nel caso in cui dovessero essere individuati casi di positività al coronavirus tra alunni o personale scolastico, le regole restano quelle dello scorso anno. La persona positiva dovrà tornare a casa e si attiveranno le procedure con la Asl: con una sola differenza. Per i vaccinati dovranno passare soltanto 7 giorni e non più 10 per fare il tampone di conferma e tornare a scuola.

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