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“Reddito di libertà”, un fondo per sostenere economicamente le donne vittime di violenza

L’importo massimo è di 400 euro per 12 mensilità, ed è cumulabile col reddito di cittadinanza

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Pubblicato il Dpcm che istituisce e disciplina il “Reddito di libertà per le donne vittime di violenza”.

L’importo massimo è di 400 euro per 12 mensilità, ed è cumulabile col reddito di cittadinanza. Il decreto provvede a definire i criteri per la ripartizione delle risorse del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza” istituito con l’incremento di 3 milioni di euro per l’anno 2020, del “Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità”.

Le risorse sono finalizzate a contenere gli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica, per le donne in condizione di maggiore vulnerabilità, e di favorire, tramite l’indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà.

Viene riconosciuto un contributo destinato alle donne vittime di violenza, sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, per contribuire a sostenerne l’autonomia. Il Reddito di libertà viene riconosciuto solo dietro istanza di parte, alle donne che hanno subito violenza e si trovino in condizioni di particolare vulnerabilità ovvero in condizione di povertà, per favorirne l’indipendenza economica, la cui condizione di bisogno straordinaria o urgente viene dichiarata dal servizio sociale di riferimento territoriale nella stessa dichiarazione.

L’istanza deve essere presentata all’Inps tramite il modello predisposto, allegando la dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale del Centro antiviolenza che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.

Il Reddito di libertà è finalizzato a sostenere, in modo prioritario, le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo dei figli minori.

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