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Presidente Cirio, ci dia almeno quei 12 milioni

Pausa Caffè: La mancata attribuzione all’ospedale di Ponderano dell’ingente somma

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BIELLA – Conforta il fatto che il presidente della Regione Piemonte Cirio, grazie anche alle sollecitazioni dell’assessore regionale biellese Chiorino, abbia manifestato l’intenzione di rivedere i conti alla luce della mancata attribuzione all’ospedale di Biella (e quindi al sistema sanitario biellese) di ben 12 milioni di euro.

Conforta, ma non rassicura. Perché quei 12 milioni di euro non riconosciuti, purtroppo sono il frutto di una storia che viene da lontano e che coinvolge anche la responsabilità di amministratori dell’Asl (o, ancor prima, dell’Usl) di Biella.

Personaggi che a loro tempo vantarono virtuosismi pericolosi, facendo si che non solo i bilanci della sanità biellese non andassero “in rosso”, ma addirittura che a fine gestione risultassero in attivo. In altri termini la sanità pubblica biellese stava traendo dei profitti dai propri bilanci, ma se un sistema sanitario pubblico arriva a tanto, non è perché amministrato da geni della finanza, ma solo e drammaticamente perché ha risparmiato, speculando, sulla salute dei cittadini.

Ovviamente la Regione trasse a quel tempo le sue conclusioni, ritenendo che la sanità biellese potesse essere ridimensionata nelle quote di riparto delle risorse, visti gli avanzi. Da quel momento in poi iniziò un calvario che, anno dopo anno, è parso senza fine. Meno soldi dalla Regione, un nuovo ospedale che i biellesi hanno praticamente dovuto in buona parte autofinanziarsi, tagli di posti letto a cantiere aperto (non dimentichiamo che il nuovo nosocomio era stato progettato per ospitare 800 posti letto drasticamente ridotti poi a 400), insufficienza costante di personale medico e paramedico, difficoltà per gli acquisti di apparecchiature di più recente concezione per tutti i reparti, in buona parte acquisiti solo grazie ai finanziamenti di Fondazione CrBiella, Fondo “Tempia”, Lilt, Amici dell’Ospedale e tanti privati.

Se oggi Biella ha un nuovo ospedale che funziona, sia pure tra tanti affanni, lo deve alla volontà di chi ci lavora ed alla lungimiranza di alcuni amministratori tra i quali mi piace ricordare Luigi Squillario, quando era alla guida della Fondazione CrBiella e l’ex sindaco di Biella nonché ex consigliere regionale Vittorio Barazzotto, al quale si deve in tanta parte il merito per avere scongiurato la chiusura di Emodinamica.

Quindi, ora le attenzioni del presidente Cirio indubbiamente sono apprezzabili, soprattutto se serviranno a restituire al sistema sanitario biellese quei 12 milioni non riconosciuti, a parziale risarcimento di tutto ciò che per anni è stato sottratto alla sanità biellese, anche per colpe che vanno ricercate all’interno dell’Usl/Asl di Biella.

 

Giorgio Pezzana

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