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La protesta degli studenti di Linguistico e Bona: «Non possiamo aspettare il pullman per ore»

Il problema è stato sollevato sin dai primi giorni ma al momento la situazione non è cambiata

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BIELLA – «Vogliamo tornare a casa, senza dover aspettare ore per il pullman«. È questo l’appello lanciato alle Istituzioni dagli studenti della sede centrale dell’Istituto Eugenio Bona di Biella e dagli studenti del Liceo Linguistico. Dalla prossima settimana, infatti, visti i cambiamenti degli orari di uscita dalle scuole, i ragazzi non avranno la possibilità di rientrare a casa, per quanto possibile, velocemente, ma saranno costretti ad attendere un’ora o addirittura un’ora e mezza prima di poter salire sull’autobus.

Nonostante la segnalazione sia stata effettuata, inizialmente, soltanto da un gruppo ristretto di studenti dell’Istituto Bona, attualmente sono tantissimi gli allievi che lamentano questo disagio. Le linee interessate, infatti, sono molteplici, e da un sondaggio effettuato da alcuni alunni (su consenso della vicepresidenza) è addirittura emerso che, in una classe del Bona di 22 individui, ben 17 attendono il bus per più di un’ora.

L’assenza di corse nella fascia oraria delle 14 (vale a dire l’orario in cui, dalla prossima settimana, termineranno le lezioni) è dunque, per i ragazzi del Bona e del Linguistico, un vero e proprio problema: e se la situazione non dovesse cambiare, aspettare sarebbe la loro unica possibilità, con tutte le conseguenze del caso. Gli allievi, infatti, non solo perderebbero del tempo prezioso per studiare, ma sarebbero anche incapaci di spostarsi autonomamente per essere, in caso di imprevisti di qualsiasi tipo, presenti in modo attivo tra le mura domestiche.

Ed è in questo contesto che si colloca la richiesta degli studenti: una maggiore organizzazione sul piano dei trasporti per consentire, in tempi ragionevoli, il corretto rientro a casa.

A questo punto, dunque, i ragazzi “passano il testimone” nelle mani delle Istituzioni, nella speranza che si possa trovare una soluzione. Nel frattempo, ironia della sorte, non resta loro che aspettare.

 

Immagine di repertorio

1 Commento

1 Commento

  1. Giacomo

    1 Ottobre 2021 at 15:22

    Dico solo: “Poveri ragazzi”
    E’ una situazione VERGOGNOSA

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