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Immondizia e sciatteria, Biella non fa eccezione

Pausa Caffè: lassismo un po’ animalesco troppo spesso confuso con libertà o scaltrezza

BIELLA – Discariche a cielo aperto con ampia scelta tra divani sfondati ed elettrodomestici fuori uso; cacca dei cani sui marciapiedi, lasciata lì in oltraggio a normative ben precise che ne prevedono la rimozione; immondizia nell’area di attesa ed all’interno delle cabine della ex funicolare, ora ascensore, lasciata incustodita al borgo storico del Piazzo di Biella; bottiglie vuote e cartoni per pizze da asporto abbandonati al Ricetto di Candelo; carrelli del supermercato pieni di guanti di plastica monouso, scontrini, residui di confezioni, lattine di birra.

E questa è solo una parte del campionario della sporcizia che ci circonda e che ci fa pensare a remoti paesi del terzo mondo, non certo alla presunta civilissima Biella. Ma sul cammino delle inadempienze e della sciatteria possiamo andare oltre: auto che svoltano in ogni direzione senza mai fare uso degli indicatori (i modelli del futuro potranno essere costruiti senza indicatori di direzione, da molti ritenuti ormai superflui); branchi di ciclisti, ovviamente tutti campionissimi, che non si sognano di usare le piste ciclabili.

Neppure quando corrono al loro fianco e che per questo si assembrano al centro delle carreggiate; automezzi pesanti che si ostinato ad attraversare le vie di piccole frazioni sfiorando (quando tutto va bene) i balconi e travolgendo le rotonde; moto di grossa cilindrata che con i primi caldi inizieranno a sfrecciare lungo i tornanti delle vallate. Il problema non è la trasgressione una tantum, ma la speranza di farla franca sempre, nelle piccole azioni quotidiane, ma anche nel caso di grandi manovre di frode fiscale, come riportato anche da recenti fatti di cronaca. Il biellese medio, a ben guardare, non è esente, come vorrebbe far credere anche a sé stesso, da quel lassismo un po’ animalesco troppo spesso confuso con la libertà o la scaltrezza. E’ solo un po’ più pavido, il che lo rende talvolta più abile nel compiere il gesto, facendolo di nascosto per poi darsi alla fuga.

Giorgio Pezzana

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