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Furia-Rossa (PD): scuola, Cirio eviti di dare inutili e tardivi oneri a famiglie e scuole

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Paolo Furia

I Dirigenti e il personale del sistema di Istruzione e Formazione della nostra regione stanno lavorando da mesi ai protocolli e alla formazione, hanno prodotto regolamenti, stanno stilando registri, stanno definendo e predisponendo incarichi, hanno misurato e valutato spazi e rischi per avere tutte le opzioni possibili in una situazione incerta e delicata. Non meno importante e fitta è stata la rete di condivisione con le famiglie e i territori.

Il Presidente Cirio e l’Assessore Chiorino hanno deciso di mettere un carico ulteriore sulla scuola e sulle famiglie, per nulla funzionale al contenimento dei possibili contagi. Nell’ordinanza subdolamente ordina di controllare la temperatura: ma dove sono i termoscanner promessi per ogni scuola? L’ordinanza prosegue affermando che se il controllo a scuola non fosse possibile (cosa assai probabile visto che i termoscanner non sono arrivati), sarà adottato il metodo del controllo sui diari. Si creeranno cioè delle file di studenti all’ingresso con in mano diari ed autocertificazioni: tecnicamente degli assembramenti. Proprio quelli che dovrebbero essere vietati per legge, insomma. Ogni mattina in ogni classe il tempo scuola, tanto prezioso e tanto perduto durante il lockdown, sarà dedicato a quest’appello? Oppure un “superbidello” ogni mattina raccoglie le autocertificazioni e in alternativa misura la temperatura?

Caricare le famiglie e la scuola di oneri non necessari e che minano il buon funzionamento della macchina organizzativa e la serenità della comunità scolastica, non superando il rischio di contagio è una strada da non percorrere e che non aiuta la scuola del Piemonte. Invece di costruire un clima positivo per il primo giorno di scuola che dovrebbe essere una festa, un ritorno alla normalità, una ripartenza, la Giunta ha deciso di far cadere dall’alto questa trovata. Al posto di ragionare sugli aspetti educativi e formativi e sulle strategie che gli insegnanti e in generale il personale del settore, dovranno mettere in campo per recuperare la dimensione educativa, affettiva e relazionale lei decide di complicare la vita dei ragazzi e delle loro famiglie dimenticando che al centro ci sono le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che non possono vivere la scuola con le regole di un ospedale da campo.

Invitiamo il Presidente a revocare quell’ordinanza, senza se e senza ma.

Paolo Furia, Segretario Regionale PD Piemonte

Rita Rossa, Responsabile Istruzione PD Piemonte

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