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ADHD e stimolazione magnetica transcranica profonda, nuove speranze per chi è affetto dal disturbo

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ADHD e stimolazione magnetica transcranica. Proseguono con risultati confortanti le sperimentazioni per valutare l’efficacia della Stimolazione magnetica transcranica profonda sui pazienti adulti affetti dal disturbo da deficit di attenzione iperattività.

ADHD e Stimolazione magnetica transcranica

Per parlare di questo argomento abbiamo interpellato il dottor Carlo Ignazio Cattaneo, psichiatra, ricercatore , PhD (neuropsicofarmacologia clinica), dirigente psichiatra presso ASL Novara, collaboratore del Mood Center di Brescia. «In effetti – spiega lo specialista – è stato accertato a livello teorico e tuttora in sperimentazione clinica che questa terapia potrebbe avere effetti molto positivi nel trattamento dell’ADHD dell’adulto. Si aspettano però conferme dagli studi ufficiali attualmente in corso».

ADHD, ecco cos’è

L’ADHD, è una patologia psichiatrica che in Italia è individuata e trattata con attenzione soprattutto nei bambini e negli adolescenti.
«Per quanto riguarda gli adulti il discorso è diverso» spiega lo specialista. «Spesso, purtroppo, la problematica non viene individuata subito, ma solo dopo diverse visite per altri disturbi psichiatrici apparentemente differenti dall’ADHD. L’ADHD può essere mascherato da sindromi dello spettro ansioso, fobico, depressivo e panico. Una parte sostanziale dei pazienti affetti da dipendenza da sostanze, alcol o dipendenze comportamentali (gioco azzardo) possono nascondere un tratto ADHD. Solo una corretta diagnosi può evidenziare la malattia nell’adulto, condizione indispensabile per procedere all’adeguata terapia». Quali i campanelli d’allarme? Disturbi psichiatrici esorditi in età giovanile, poco responsivi ai trattamenti proposti e spesso preceduti da una infanzia o adolescenza “turbolenta” o con un percorso scolastico travagliato.

La terapia e la stimolazione transcranica profonda

A integrazione dell’approccio multidisciplinare, farmacologico e psicoeducativo, il Dr Cattaneo ed altri specialisti della BrainStimualtion Italia sono a disposizione presso i mood center con sperimentazioni di successo sulla stimolazione transcranica profonda. «Si tratta di un trattamento innovativo, privo di controindicazioni», spiega il dottor Cattaneo. «Questa tecnica non va confusa con altre tecniche di stimolazione cerebrale invasive ed erroneamente stigmatizzate (ad esempio la Terapia elettroconvulsivante o gergalmente elettroshock); quest’ultima metodica , molto efficace in alcuni disturbi psichiatrici resistenti, non è indicata nell’ADHD. Attraverso campi magnetici si stimolano e si inibiscono le aree cerebrali coinvolte nella sindrome inducendo un funzionamento più armonico di alcuni circuiti neurobiologici. Grazie a un apposito casco personalizzato, si trattano in profondità solo le aree del cervello dove risiede il problema». Ebbene, a livello sperimentale si è dimostrato che un ciclo di trattamenti di stimolazione transcranica profonda condotto su pazienti adulti affetti da ADHD può avere effetti positivi sui sintomi più invalidanti del disturbo.

ADHD, terapie in sinergia

La terapia per l’ADHD non può però prescindere da un percorso integrato con un intervento psicofarmacologico e psicologico-psicoeducativo. Mentre i farmaci controllano i sintomi del disturbo, il paziente effettua un percorso rieducativo con personale specializzato. La stimolazione magnetica transcranica profonda può affiancare il trattamento standard migliorando ulteriormente il profilo di risposta e di funzionamento dei soggetti trattati. La sicurezza e la tollerabilità minima sono ulteriori punti di forza di questa metodica terapeutica.

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1 Commento

1 Commento

  1. antonio damiano

    13 Aprile 2020 at 11:59

    A mia figlia , 32 anni, era stata diagnosticata l’ADHD all’età di 24 anni. Leggendo l’articolo sembra cucito addosso a lei , tanto sono simili i sintomi e le condizioni. In quest’ultimo annoi si sono accentuate le visioni e le voci assieme a una depressione persistente. Dopo tanti tentativi farmacologici e psicoterapeuti , siamo alla ricerca di riferimenti e strade nuove per tentare di uscire dal tunnel. Grazie.

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