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A Piedicavallo una comunità di nudisti «Nessun problema di ordine pubblico ma d’igiene sì»

Il gruppo di 50 – 60 persone è arrivato prima di Ferragosto e vive nei boschi. Il commento del sindaco Carlo Rosazza Prin

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PIEDICAVALLO – Cinquanta o sessanta nudisti dalle parti di Piedicavallo, con inevitabile polemica di molti residenti che hanno chiesto l’intervento delle autorità e inviato lettere in Comune. A muoversi per capire la situazione è stato subito il sindaco, che ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine.

Spiega infatti il primo cittadino Carlo Rosazza Prin: «Non ho neanche il vigile urbano, quindi ho contattato i carabinieri di Andorno Micca. Dal loro sopralluogo mi pare di aver capito che queste persone non stiano commettendo alcun tipo di reato. Si tratta di persone pacifiche, che suonano tamburi e vivono all’aria aperta senza dare fastidio a nessuno, ballando e parlando. In giro nudi? Così mi hanno segnalato molti
abitanti e quindi mi sono adoperato per capire la situazione, che però non è all’interno del paese bensì in una zona boschiva fuori dal centro abitato».

Il primo cittadino aggiunge: «Queste persone sono giovani e meno giovani, spesso con bambini. Biellesi e stranieri. Mi pare di aver capito ci siano anche delle famiglie. Stazionano vicino al torrente, da diversi giorni. Reati non ne stanno commettendo quindi non c’è alcun vero e proprio allarme di ordine pubblico per nessuno. C’è da valutare solo la questione del campeggio, forse abusivo, e certamente una questione igienica non proprio idilliaca. Queste persone infatti non hanno certo bagni e vivendo nelle zone boschive e intuibile che si aggiustino come possono per i loro bisogni personali. Una situazione che a lungo non va bene».

Rispetto alle segnalazioni, Rosazza Prin aggiunge: “In paese nessuno ha mai vagabondato nudo. Io queste persone le ho sempre e solo viste transitare in paese, vestite, seppur in modo sgargiante. Questo senza mettere in discussione le segnalazioni, che certamente fotografano una situazione esistente».

In giro per il paese e per la valle, nessuno ha dubbi sulla situazione. Con toni anche forti da parte di chi non accetta né i balli né la musica né il nudismo di queste persone, che stazionano dalle parti del Parco della Ravere verso le cascate e sul torrente Cervo. Si tratta soprattutto di italiani, che girano a piedi scalzi e può capitare che dormano in auto a tutte le ore del giorno. Qualcuno li ha definiti “Rainbaw”, una via di mezzo tra hippy, figli dei fiori e naturalisti/ambientalisti. Capelli rasta, abiti sgargianti, orecchini e piercing un po’ ovunque queste persone sono arrivate nei giorni a ridosso di Ferragosto, spesso avventurandosi nei tanti sentieri dell’alta valle.

«Le forze dell’ordine sono al corrente di tutto quanto avviene – aggiunge il sindaco -. Non escludo altri controlli e verifiche».

 

p.l.b.

Nella foto la spiaggia di naturisti lungo il fiume Sesia autorizzata dal comune di Varallo

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