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Biella accoglie il 97° Giro d’Italia

Il grande ciclismo torna a Biella. Sette anni dopo l’ultima volta del Giro d’Italia. Era il 2007 quando Marzio Bruseghin vinse la cronoscalata di Oropa e questa volta sarà sempre il Santuario Mariano tra i più famosi in Italia e nel mondo a fare da sfondo al traguardo della Corsa Rosa.

Il grande ciclismo torna a Biella. Sette anni dopo l’ultima volta del Giro d’Italia. Era il 2007 quando Marzio Bruseghin vinse la cronoscalata di Oropa e questa volta sarà sempre il Santuario Mariano tra i più famosi in Italia e nel mondo a fare da sfondo al traguardo della Corsa Rosa.

Il grande ciclismo torna a Biella. Sette anni dopo l’ultima volta del Giro d’Italia. Era il 2007 quando Marzio Bruseghin vinse la cronoscalata di Oropa e questa volta sarà sempre il Santuario Mariano tra i più famosi in Italia e nel mondo a fare da sfondo al traguardo della Corsa Rosa.
Oggi la 14esima tappa del 97esimo Giro d’Italia, in partenza da Aglié, arriverà proprio ad Oropa. Ma la carovana non lascerà Biella, perché domani la partenza della 15esima frazione avverrà da Valdengo per arrivare poi a Plan di Montecampione. Tappe di salita, tappe che potrebbero decidere il destino della corsa e che metteranno Biella per due giorni sotto gli occhi di appassionati e addetti ai lavori. Ma non bisogna dimenticare un particolare piuttosto importante: sarà soprattutto una festa. Il ciclismo che accoglie tutti e non fa pagare biglietti, uno sport nel quale non è necessario essere per forza degli esperti, ma in grado di far apprezzare a tutti lo sforzo, la fatica dei corridori. Per due giorni l’attenzione del mondo delle due ruote sarà rivolta su Biella. Del resto il ciclismo è uno degli sport più antichi e seguiti.
E se oggi la scalata a Oropa promette di diventare un vero e proprio spettacolo, questa sera le squadre e i vari campioni sosteranno in città, è quindi molto più che una semplice ipotesi la caccia all’autografo e alla foto – pardon, al selfie – con i protagonisti. E domani, alla partenza da Valdengo sarà ancora così.
Sarà la settima volta che il Giro d’Italia arriva a Biella e la quinta con il traguardo posto a Oropa. La più famosa è stata senza dubbio quella del 1999, con la vittoria dell’indimenticato Marco Pantani, già maglia rosa e vincitore l’anno prima, che fu protagonista di una delle più belle imprese del ciclismo moderno: con Laurent Jaalabert in fuga, a Pantani cadde la catena a Cossila, scese dalla bici, la sistemo e volò letteralmente verso l’arrivo, superando il francese poco dopo la Vecchia e arrivando al Santuario in solitaria, a braccia alzate.

La 14esima tappa, la Aglié-Oropa
Non lunghissima, 162 chilometri appena, ma dura. Ben tre salite piuttosto impegnative, l’Alpe Noveis, Bielmonte e appunto Oropa, aprirà di fatto l’ultima settimana del Giro d’Italia.
Non sarà decisiva per il successo finale, ma senza ombra di dubbio potrà dire molte cose. La Corsa Rosa, che partirà da Aglié alle 12.30, entrerà nel Biellese dalla Serra e andrà verso Cossato, poi da Crevacuore attaccherà il Noveis: pendenza media del 9% e massima intorno al 16%. Giusto il tempo di scendere dalla cappelletta sulla vetta sino a Coggiola e poi ecco Bielmonte (6,2% la pendenza media e 13% quella massima, sopra Trivero). La carovana scenderà poi dalla Valle Cervo, verso Andorno e Tollegno, entrerà in città e percorrerà via Repubblica, scendendo verso via Bertodano, poi via Lamarmora e risalità da via Pietro Micca per raggiungere il Bottalino e iniziare gli ultimi 11 chilometri verso il Santuario della Madonna Nera, con arrivo sul pavé di fianco al Prato delle Oche. L’arrivo del vincitore è previsto tra le 16.55 e le 17.30.

La 15esima tappa, la Valdengo-Plan di Montecampione
Domani alle 11.16 lo start della 15esima frazione, ben più lunga – 225 chilometri – che scatterà da Valdengo, dalla zona antistante il palazzo del comune. Il plotone attraverserà poi Cossato e prenderà la strada per Rovasenda, lasciando dunque il Biellese. Tappa pianeggiante almeno sino al chilometro 205, quando inizierà la salita verso Plan di Montecampione, sede del traguardo, una ascesa dura e pure piuttosto lunga, intorno ai 20 chilometri, con pendenze adatte esclusivamente agli scalatori.

Andrea Rossetti

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