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Ferie risicate per il settore tessile

Ultimi giorni di lavoro prima della pausa estiva per la gran parte dei dipendenti delle aziende tessili. Quest’estate lo stop di agosto durerà soltanto un paio di settimane, in alcuni casi venti giorni. La situazione per il comparto sembra dunque essere in parte migliorata, o almeno lo è per le aziende più grandi.

Ultimi giorni di lavoro prima della pausa estiva per la gran parte dei dipendenti delle aziende tessili. Quest’estate lo stop di agosto durerà soltanto un paio di settimane, in alcuni casi venti giorni. La situazione per il comparto sembra dunque essere in parte migliorata, o almeno lo è per le aziende più grandi.

Ultimi giorni di lavoro prima della pausa estiva per la gran parte dei dipendenti delle aziende tessili. Quest’estate lo stop di agosto durerà soltanto un paio di settimane, in alcuni casi venti giorni. La situazione per il comparto sembra dunque essere in parte migliorata, o almeno lo è per le aziende più grandi.  La maggior parte delle realtà tessili biellesi sarà in ferie dal prossimo lunedì, quattro di agosto, per almeno due settimane. La terza, invece, verrà fatta a rotazione tra i vari dipendenti, di modo che le ditte possano restare comunque aperte.  Il segnale fa ben sperare rispetto alla difficile crisi degli ultimi anni, che costringeva anche le aziende più grandi ad allungare il periodo di vacanza fino a quattro settimane.

“Le due settimane di pausa estiva sono veramente un dato positivo per l’economia del nostro biellese – spiega Gloria Missaggia, segretario tessili per la CGIL –. Quasi tutte le principali aziende tessili della  provincia hanno già comunicato la terza settimana aggiuntiva a rotazione. Sono però ancora presenti, purtroppo, realtà che faranno anche quattro o cinque settimane di pausa. Quest’ultima situazione riguarda le ditte più piccole, che hanno avuto più difficoltà a causa della pesante congiuntura”.

“La crisi continua a pesare – precisa ancora Missaggia –, gran parte delle aziende ha ancora alcune difficoltà a vendere. Ma non riguarda unicamente Biella, o l’Italia,  è diventata ormai una realtà globale. Negli ultimi tempi, però, gli ordini sono in aumento. Restano comunque legati alle necessità e alle esigenze momentanee, non sono a lungo termine. Il magazzino è diventato un vero e proprio peso per le aziende, perché i nuovi ordini vengono fatti solo nel momento in cui quelli precedenti sono stati esauriti”.

Il ritorno al lavoro, a fine mese, si annuncia un po’ più roseo quest’anno: le aziende guardano al futuro con maggiore speranza e aspettativa. Il segretario CGIL preferisce non sbilanciarsi troppo riguardo al futuro di Biella e del suo tessile.  “Ci si aspetta una ripresa. Per il momento non ci sarà nessuna nuova assunzione a tempo indeterminato.  Ci saranno, al massimo, delle assunzioni a tempo determinato, data la forte insicurezza delle ditte nella nostra provincia”.

Anche quest’anno è  diminuita la cassa integrazione straordinaria e si era verificato un grande aumento delle ore per la cassa  ordinaria. Ma non è un dato positivo: il cambiamento dipende dal fatto che  in alcune aziende sono ormai terminati gli ammortizzatori sociali.  «Speriamo – conclude Missaggia –  che la situazione continui a migliorare, di modo che il famoso e prestigioso tessile Biellese resti il fiore all’occhiello della nostra provincia. La luce, prima o poi, tornerà a illuminare anche questo settore. Se lo augurano anche i grandi marchi, che esportano il loro tessuto  in tutto il mondo».

Elisa Porelli

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