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Forno crematorio degli orrori – «Le querele non servono, prematuro immaginare risarcimenti»

L’ordine degli avvocati fa chiarezza

Forno crematorio degli orrori – «Le querele non servono, prematuro immaginare risarcimenti».
L’ordine degli avvocati fa chiarezza
Al momento querele e denunce non hanno senso e immaginare una quantificazione di ipotetici risarcimenti è quantomeno prematuro.
In seguito alle numerose voci circolate sul web, ieri l’Ordine degli Avvocati è intervenuto per fare chiarezza una volta per tutte in merito alla vicenda del Tempio crematorio, per rispetto di tutte le persone coinvolte a vario titolo.
«Preso atto delle numerose notizie giornalistiche apparse sulle testate locali, sulle pagine on line dei medesimi, ed anche su taluni social network, in ordine agli atti di indagine relativi ai fatti occorsi al Tempio Crematorio di Biella – si legge in un comunicato stampa -, il Consiglio ritiene di voler fornire alcune precisazioni. In primo luogo, al momento, non risulta possibile attribuire la qualità di persona offesa dal reato ad alcuno, in assenza di accertamenti tecnici o scientifici svolti dalla Procura della Repubblica o da consulenti tecnici nominati dalla parte interessata».
Non solo, anche se venisse confermata la ricostruzione degli inquirenti, non sarebbe comunque necessario sporgere querela: «In relazione ai reati ad oggi ipotizzati – si legge a questo proposito -, non occorrerebbe presentare alcuna denuncia e querela, dal momento che gli stessi sarebbero procedibili d’ufficio».
Inutile per il momento anche quantificare eventuali danni potenzialmente subiti: «Per quanto attiene all’atto di costituzione di parte civile – viene chiarito nel comunicato -, occorrerà attendere che la Procura termini le indagini ed eserciti l’azione penale, e quindi, in questa fase, appare quantomeno prematuro immaginare una qualsiasi quantificazione del danno subito».
La volontà del Consiglio dell’Ordine di fare chiarezza e di sostenere in questa fase la cittadinanza biellese ha portato a un’ulteriore iniziativa: l’apertura di uno sportello al quale le persone che hanno dei dubbi potranno rivolgersi per avere chiarimenti. Nessun incarico o consulenza, né tantomeno spese da sostenere, soltanto informazioni: «Il Consiglio dell’Ordine, nel prendere le distanze da alcune iniziative tendenti a suscitare clamore mediatico in ordine ad una vicenda dolorosissima, ha deliberato di rendersi disponibile, nelle persone dei Consiglieri, per fornire un primo orientamento a chi lo desideri, istituendo uno sportello dedicato», viene confermato nel comunicato.
Lo sportello sarà aperto tutte le mattine presso la Sala degli Avvocati, in Tribunale, dalle 11 alle 12, “con l’impegno dei consiglieri ad astenersi dall’assumere qualunque incarico professionale inerente al soggetto che si recherà presso lo sportello e a fornire nominativi di legali, come da impegno che sarà sottoscritto”.
A dimostrazione della volontà dell’ordine di muoversi in maniera unitaria, il comunicato è stato sottoscritto dal presidente, l’avvocato Daniela Giraudo, e da tutti i singoli consiglieri, gli avvocati Stefano Fulcheri, Stefano Garbaccio Zanat, Gianfranco Catella Caraffa, Stefania Fontana, Marco Graziola, Anna Mosca, Rodolfo Rosso, Nicoletta Solivo.

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