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Destinato alla demolizione, un carro armato è diventato monumento

Uno degli oltre 4.000 mezzi militari depositati a Lenta in quello che è stato definito "il più grande cimitero di carri armati del mondo" (ma forse non è proprio così) è stata salvato dalla fiamma ossidrica o dalla cessione a qualche esercito mediorientale. Da più di  due settimane infatti un carro armato Leopard campeggia all'entrata di Lenta, davanti al cimitero, come ringraziamento dell'esercito all'amministrazione comunale per aver ospitato per decenni sul proprio territorio il gruppo squadroni Cavalleggeri di Lodi, poi disciolto dopo la fine della guerra fredda.Una curiosità. Tra le fila del reparto ha combattuto Gianni Agnelli, l'avvocato. A differenza di molti altri super VIPS che la scamparono, nella Seconda Guerra Mondiale l'allora tenente Agnelli prestò servizio militare e in seno al Cavalleggeri di Lodi fu inviato in Africa Settentrionale affrontando i britannici al comando di un'autoblindo. Insomma fece la guerra sul serio, rischiando la vita, nonostante il fatto che se avesse voluto non avrebbe avuto alcuna difficoltà a farsi diagnosticare il classico soffio al cuore.L'uinico privilegio dovuto al suo status di super VIP fu che alla resa dell'Armata italo - tedesca in Africa Settentrionale, visto il caos regnante nelle forze armate, il padre  (ovvero il padrone della FIAT) inviò un aereo della società per riportarlo in Italia. Forse con quello che accade pochi mesi dopo - l'8 settembre - non si trattò di una grande idea. Dopo Lenta sembra che anche l'amministrazione comunale di Rovasenda abbia chiesto un altro Leopard da posizionare come monumento davanti alla stazione ferroviaria.  

Uno degli oltre 4.000 mezzi militari depositati a Lenta in quello che è stato definito “il più grande cimitero di carri armati del mondo” (ma forse non è proprio così) è stata salvato dalla fiamma ossidrica o dalla cessione a qualche esercito mediorientale. Da più di  due settimane infatti un carro armato Leopard campeggia all’entrata di Lenta, davanti al cimitero, come ringraziamento dell’esercito all’amministrazione comunale per aver ospitato per decenni sul proprio territorio il gruppo squadroni Cavalleggeri di Lodi, poi disciolto dopo la fine della guerra fredda.
Una curiosità. Tra le fila del reparto ha combattuto Gianni Agnelli, l’avvocato. A differenza di molti altri super VIPS che la scamparono, nella Seconda Guerra Mondiale l’allora tenente Agnelli prestò servizio militare e in seno al Cavalleggeri di Lodi fu inviato in Africa Settentrionale affrontando i britannici al comando di un’autoblindo. Insomma fece la guerra sul serio, rischiando la vita, nonostante il fatto che se avesse voluto non avrebbe avuto alcuna difficoltà a farsi diagnosticare il classico soffio al cuore.

L’uinico privilegio dovuto al suo status di super VIP fu che alla resa dell’Armata italo – tedesca in Africa Settentrionale, visto il caos regnante nelle forze armate, il padre  (ovvero il padrone della FIAT) inviò un aereo della società per riportarlo in Italia. Forse con quello che accade pochi mesi dopo – l’8 settembre – non si trattò di una grande idea.

Dopo Lenta sembra che anche l’amministrazione comunale di Rovasenda abbia chiesto un altro Leopard da posizionare come monumento davanti alla stazione ferroviaria.  

Uno degli oltre 4.000 mezzi militari depositati a Lenta in quello che è stato definito “il più grande cimitero di carri armati del mondo” (ma forse non è proprio così) è stata salvato dalla fiamma ossidrica o dalla cessione a qualche esercito mediorientale. Da più di  due settimane infatti un carro armato Leopard campeggia all’entrata di Lenta, davanti al cimitero, come ringraziamento dell’esercito all’amministrazione comunale per aver ospitato per decenni sul proprio territorio il gruppo squadroni Cavalleggeri di Lodi, poi disciolto dopo la fine della guerra fredda.
Una curiosità. Tra le fila del reparto ha combattuto Gianni Agnelli, l’avvocato. A differenza di molti altri super VIPS che la scamparono, nella Seconda Guerra Mondiale l’allora tenente Agnelli prestò servizio militare e in seno al Cavalleggeri di Lodi fu inviato in Africa Settentrionale affrontando i britannici al comando di un’autoblindo. Insomma fece la guerra sul serio, rischiando la vita, nonostante il fatto che se avesse voluto non avrebbe avuto alcuna difficoltà a farsi diagnosticare il classico soffio al cuore.

L’uinico privilegio dovuto al suo status di super VIP fu che alla resa dell’Armata italo – tedesca in Africa Settentrionale, visto il caos regnante nelle forze armate, il padre  (ovvero il padrone della FIAT) inviò un aereo della società per riportarlo in Italia. Forse con quello che accade pochi mesi dopo – l’8 settembre – non si trattò di una grande idea.

Dopo Lenta sembra che anche l’amministrazione comunale di Rovasenda abbia chiesto un altro Leopard da posizionare come monumento davanti alla stazione ferroviaria.

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