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Atripaldi: “Non molliamo. La strada è lunga, ma la percorreremo con umiltà, dignità e orgoglio”

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Pallacanestro Biella ha incassato ieri sera l’ottava sconfitta in campionato, la quinta consecutiva, cadendo al Campus di Codogno contro l’Assigeco Piacenza.

Il momento che sta attraversando la squadra rossoblù è estremamente difficile, complice anche un budget risicato e un roster davvero giovanissimo. Da qualche parte si respira un po’ di sfiducia anche nell’ambiente, anche a causa della distanza con i tifosi, che non possono ancora tornare sulle tribune.

Ecco allora che quest’oggi il club manager Marco Atripaldi ha pubblicato un post sul proprio profilo facebook: una foto scattata appunto ieri sera nella quale si vedono i membri dello staff tecnico mangiare una pizza e bere una bibita sulle tribuna del palasport pochi minuti dopo il ko, un’immagine corredata da parole cariche comunque di orgoglio e di stima per ciò che tutto il club sta facendo in una situazione così complicata.

Ecco quanto scritto da Atripaldi: “Siamo questi, anche se nella foto ne manca qualcuno. Una fetta di pizza per cena, in una specie di palestra in mezzo al nulla, dopo aver perso un’altra partita che forse si poteva vincere. Delusi, amareggiati, stanchi dopo essere stati in palestra tutti i giorni ininterrottamente dal 22 dicembre al 2 gennaio. Voglio bene a queste persone, le stimo, perché insieme a me hanno accettato mesi fa di affrontare una missione quasi impossibile, con risorse insufficienti per questo campionato. E lo sapevano tutti, ma proprio tutti. E lo sapevamo noi. Poi, ricordarselo o meno, è questione di memoria, qualità umane e schiena diritta. E di passione, amore per il proprio lavoro e per quello che Pallacanestro Biella ha rappresentato e rappresenta. Tornati al Forum ci siamo parlati fino alle 2 del mattino. Consapevoli dei nostri grandi limiti ma anche dei margini di miglioramento, ci siamo fatti coraggio. Uomini che sbagliano, ma uomini veri. Do una notizia a tutti, soprattutto a quelli che godono delle nostre difficoltà: noi non molliamo. La strada per la salvezza è lunga e noi la percorreremo con umiltà, dignità e orgoglio sapendo che dobbiamo cavarcela da soli e con quello che abbiamo a disposizione. E lo faremo, almeno fino a quando non arriverà qualcuno a mandarci a casa”.

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