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Per ripartire dobbiamo cambiare le cose

Cari amici,
ripartire significa cambiare le cose, anche quelle che tradizionalmente ci facevano “sorridere” in questa città. Ricordo le polemiche passate quando il mese di luglio ospitava la manifestazione al parco degli aquiloni che tra le altre cose ha avuto il privilegio di ospitare Diodato, il cantante poi vincitore del festival di Sanremo con la canzone “Quanto Rumore”. Fa sorridere pensare ora a Sanremo, svoltosi a febbraio, ma è come se il tempo si fosse realmente fermato in questi mesi: ripartire da lì, da quel titolo di canzone, da quel rumore che, si spera passata la paura, questa città dovrebbe fare e ospitare senza se e senza ma, per uscire da questi tempi di incertezza con tanta voglia di riprendersi le proprie vite. E pazienza se, qualche sera d’estate, si andrà a dormire un po’ più tardi… Speriamo quindi che quanto avverrà al parco Kennedy ci possa regalare un’estate di eventi, con anche la Fonderia Musicale che sono certo saprà riportare un po’ di emozioni alla nostra Biella. Lo spirito, quello delle grandi occasioni del passato, sono sicuro dovremo tirarlo fuori come biellesi.

Ad esempio: ripensare con un piano coordinato ai piccoli negozi, agli spacci in città ritengo non sarebbe una cattiva idea, magari con prezzi calmierati o agevolati per un periodo.
Al di là di quello che dice la politica locale – nulla – tra la gente si sentono anche discorsi molto “terra terra” che dovrebbero far capire a chi amministra che le chiacchiere e la campagna elettorale permanente, non interessano proprio a nessuno. Molte persone oggi, tra i discorsi che ascolto, fanno riparare scarpe e giacche piuttosto che comprarle nuove…E’ dura dirlo ma ora è così… Per questo il modo di fare di Corradino e di certo suo entourage appassiona poco e nulla serve alla città che ha altre preoccupazioni più “dirette”. Dichiarare di aver dovuto riparare in questo anno ai danni della precedente amministrazione, oltre ad essere un disco rotto che sentiamo ogni volta che c’è un cambio alla guida del Comune, è un disco che non vogliamo più sentire specie dopo una pandemia come questa, che dovrebbe unire le forze della città e non dividerle. In ogni caso il sindaco, dopo questo primo anno diciamo così… controverso per lui – dovrebbe sentire il dovere di autocelebrarsi di meno dei suoi successi – tutti da dimostrare – e cercare invece di mettere a terra una “road map” per la città che possa dare qualche grammo di speranza in più ai tanti cittadini che lo hanno votato. Bene ha fatto una certa informazione locale a mettere alcune notizie sulle solite beghe della politica locale nella sua giusta collocazione: nelle ultime pagine del giornale, come segno tangibile che le chiacchiere stanno a zero, così come certi distintivi che sarebbe opportuno togliersi dal petto per rimetterli in un cassetto. Ora non servono, servono i fatti. Per la vanagloria c’è tempo….
Luigi Apicella

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