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Biella piange Gabriele Sogno, l’uomo che si è gettato dal tetto del suo palazzo

Tragedia

BIELLAE’ salito sul tetto del palazzo in cui viveva e si è lasciato cadere di sotto. Se n’è andato così Gabriele Sogno, pensionato molto conosciuto in città. La tragedia si è consumata  in via Cerruti, a Biella. Altri abitanti del condominio, sentendo l’improvviso tonfo, si sono svegliati e resi conto di quanto appena accaduto.

L’allarme è quindi scattato immediatamente, con la richiesta d’aiuto al 118 e alla questura. Purtroppo, però, per il 66enne Gabriele Sogno non c’era più niente da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso: era morto sul colpo.

A occuparsi degli accertamenti sono stati invece gli agenti della Squadra Volante e della Scientifica intervenuti sul posto. Fin da subito ci sono stati pochi dubbi sul fatto che si trattasse di un gesto volontario, fugati del tutto quando è stato trovato un biglietto d’addio scritto dall’uomo.
Terminate le verifiche necessarie in questi casi, il magistrato ha concesso il nulla osta per la sepoltura e affidato la salma ai familiari. Sogno lascia nel dolore il fratello.

La notizia della sua scomparsa ha destato profondo cordoglio in città e in particolare in centro, dove il suo era un volto molto conosciuto.
«Veniva molto spesso in negozio – lo ricorda Alessandro Zago, titolare della tabaccheria edicola Tess di via Repubblica -, era un cliente affezionato da diversi anni. Lo conoscevano in tanti, un po’ perché frequentava parecchio via Italia e il centro, un po’ per via della sua professione: per quarant’anni aveva lavorato in banca, al Banco di Roma».

Zago non si capacita della decisione di togliersi la vita: «Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una cosa del genere – spiega -, chiacchieravamo spesso, perché passava un paio di volte al giorno, e sembrava sempre sereno. Veniva qui, faceva un saluto, due parole, poi magari andava a bere il caffè da Cossu, in via Italia, quando il bar era ancora aperto. Era un uomo molto benvoluto e disponibile con tutti».

«Tra le sue massime – conclude Zago amaramente -, oltre a una sfilza di barzellette, ricordo una frase che usava di frequente: “Se è un problema, ha una soluzione, ma se non ha la soluzione, non è un problema”… Da qualche tempo non usciva più, poi settimana scorsa si è fatto vivo in negozio dopo un mese. Un salto dal parrucchiere, un saluto al caro amico Luigi… Quasi come volesse salutarci. E’ stata l’ultima volta che ha pronunciato la sua massima… Ci mancherà».

 

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