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Gli Sbiellati

Santi e santini tra via Italia e il West

Per chiudere l’astinenza quaresimale non ci resta altro che rimestare in qualche episodio passato

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L'auto in giardino. Una settimana di strambi incidenti stradali avvenuti in città e dintorni. Cerchiamo di sorriderci su, non tanto per bullizzare gli sventurati protagonisti quanto per fare riflessioni semiserie sull’andamento sghembo del traffico locale

Santi e santini tra via Italia e il West. Per chiudere l’astinenza quaresimale non ci resta altro che rimestare in qualche episodio passato per l’inevitabile aggiornamento, trailer di una futura stagione magari prodiga di inciampi e idiosincrasie.

Santi e santini tra via Italia e il West

Dentro all’uovo di Pasqua non abbiamo trovato nessuna sorpresa: nessuno sbiellamento particolare da sacrificare al posto dell’agnello, che comunque è meglio lasciarlo belare in pace libero e bello, piuttosto che inerte e silente a compiacere tavolate gaudenti.

Un po’ ce ne possiamo dispiacere, di quest’assenza temporanea di sorprese, e un po’ no, grati di questa pausa di resurrezione che ci permette di goderci in santa – o almeno beata – pace questo weekend lungo da passare all’aria aperta sotto la pioggia. Perché piove, governo ladro. Senza tutte queste app meteo nascoste nei nostri cellulari, una volta, del bel tempo, ci restava almeno la speranza di uno sguardo fuori dalla finestra di casa. Ora ci resta la rassegnazione e un mal celato senso di frustrazione, da sfogare indivanati e divorando il cioccolato delle uova rotte nel paniere.

Che la primavera ci trovi pronti

Per non patire d’astinenza non ci resta altro che rimestare in qualche episodio passato per l’inevitabile aggiornamento, trailer di una futura stagione magari prodiga di inciampi e idiosincrasie degni di essere narrati in cronaca e commento. Che la primavera e l’estate ci possano trovare pronti all’indignazione e a qualche sorriso stentato.

Il primo aggiornamento è su quel formidabile western d’altura girato a Rosazza tra la nascita del Redentore e l’arrivo dei Re Magi: almeno quelli accorti, che arrivarono a dorso di cammello (ops!) piuttosto che su barconi che sarebbero stati respinti sull’intero globo terracqueo. Capodanno di fuoco ha la scia lunga, quella del gossip alimentato dalla reticenza dei protagonisti a svelarcene la trama.

Danni culturali

Si sa che i danni culturali si vedono nel tempo, certi indottrinamenti giacciono in fondo all’anima fino al momento in cui si manifestano maldestramente. Dico questo perché, dopo le testimonianze meno reticenti e la consegna della perizia balistica da parte degli esperti, costretti a indagare sulle cavolate che la gente combina nel dopocena, pare proprio che l’atmosfera della festa fosse quella delle medie. Quella frizzante in cui, dopo qualche bicchiere di spuma e moscato dolce, c’è chi, nell’altra stanza, balla i lenti col mangiadischi a pile, mentre di qua c’è chi come nelle pubblicità dei Topolino anni ’70 fa capannello mostrando il pistolino agli amici.

Topolino, pubblicazione settimanale di quegli anni, proponeva, nelle sue fitte pubblicità, un modello di maschio molto virile fin dall’infanzia: non si contavano, difatti, le pagine in cui la réclame – come si diceva allora – di armi giocattolo per l’ometto che non deve chiedere mai, la faceva da padrona. Pistoline, pistole, persino fucili a pompa dispensati in clima di epopea western in cui gli indiani erano cattivi con il tomahawk, da ammazzare con le armi dei buoni: ometti bianchi e, appunto, virili.

Sembrava tutto un gioco

Sembrava tutto un gioco, e invece. Tra l’altro godeva di buona pubblicità anche la versione giocattolo di armi automatiche in un periodo in cui, in giro per le strade d’Italia, si sparava davvero: marketing senza nessuna frontiera del pudore. Sedimenti culturali, si diceva.

Abbandonando la trivialità per affrontare invece l’aggiornamento su argomenti più cogenti e di quotidiana contemporaneità, come non fare cenno alla disperazione che ha colto l’intera popolazione biellese di fronte alle buche stradali che quest’incipiente pioggia ha, ancora una volta, rivelato agli occhi e ai cerchioni. La costernazione e l’invettiva verso ogni genere di santi, ma soprattutto santini, quelli della politica locale, l’hanno fatta da padrona.

Da qualche giorno la tendenza è però stata mitigata dai comunicati stampa che annunciano stanziamenti milionari per mettere le toppe alle buche in questo periodo pre-elettorale. Fa specie, questo gioco delle parti: amministratori convinti così di aggraziarsi l’elettorato e cittadini che, pur in preda al disincanto visto che ormai il giochino è svelato da tempo, fanno finta di cascarci. Non dentro alle buche, ma dentro a sterili propagande.

Lele Ghisio

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