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Eventi e cultura

Una cena al buio per gli studenti

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Una cena al buio per capire cosa significa, realmente, vivere ogni giorno a luci spente. Adriano Gilberti, presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Biella, nella sua vita ha combattuto tante battaglie. Oggi per avvicinare e sensibilizzare la gente alla realtà dei non vedenti ha deciso di intraprendere, con la sua associazione, questa nuova avventura.

Una cena al buio per capire cosa significa, realmente, vivere ogni giorno a luci spente. Adriano Gilberti, presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Biella, nella sua vita ha combattuto tante battaglie. Oggi per avvicinare e sensibilizzare la gente alla realtà dei non vedenti ha deciso di intraprendere, con la sua associazione, questa nuova avventura.

“Abbiamo – spiega Gilberti – una cena in programma per venerdì, nella nostra sede in via Bona a Biella. Prenderanno parte alla serata un bel gruppo di ragazzi delle scuole superiori”. Come è nata l’idea? “Vogliamo sensibilizzare le persone, la gente, trasmettere loro qualcosa”.

E’ la prima volta che proponete questa iniziativa? “No, avevamo già fatto alcune cene, qualche mese fa, presso la Mensa del pane quotidiano in via Novara. Ci siamo trovati bene, ma abbiamo deciso di spostarci nella nostra sede perchè credo sia questo il luogo più consono a iniziative del genere”.

In passato Gilberti aveva già organizzato qualcosa di simile con degli invitati “speciali”, ma visto il risultato ha deciso di cambiare direzione. “Avevo invitato una ventina di politici per cercare, con una semplice simulazione, di avvicinarli ai problemi che affrontiamo. Purtroppo ha risposto soltanto uno di loro per dirmi che non sarebbe potuto venire. I politici sembrano proprio non sentirci e così abbiamo deciso di passare alla gente comune, di partire dal basso e cercare di coinvolgere i biellesi in prima persona”.

Una scelta obbligata, ma indubbiamente molto interessante. “In città – conclude il presidente – ci sono tanti problemi, ma uno è più grave degli altri: c’è un silenzio assordante. Biella non è un posto vivibile per chi ha un problema come il mio. In tanti anni che ci battiamo per far sentire la nostra voce non siamo riusciti neppure a fare installare un semaforo sonoro. I soldi vengono sempre spesi per altre priorità. Vorrei che l’amministrazione comunale provasse, almeno in parte, a comprendere la nostra vita e le nostre difficoltà. Ma noi, in ogni caso, non molliamo e continueremo a farci sentire”.

Per avere ulteriori informazioni sulle cene al buio e per partecipare è possibile chiamare la sede dell’Unione cechi e ipovedenti di Biella al numero 015/30231.

Andrea Marzocchi