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Biella

Sella, positivi i risultati del primo semestre 2022

Prosegue lo sviluppo in tutti i settori strategici a supporto delle attività dei clienti

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Il gruppo Sella ha chiuso il primo semestre del 2022 con risultati positivi e in crescita, proseguendo lo sviluppo di tutti i settori strategici della propria attività. Il buon andamento del periodo conferma l’efficacia dei piani basati sulla qualità della relazione personale, sull’innovazione tecnologica e digitale e sulla promozione di un ecosistema aperto e sostenibile. Un’evoluzione strategica che ha l’obiettivo di dare risposte efficaci alle esigenze finanziarie di famiglie e imprese, in un contesto di forte innovazione, anche nell’attuale scenario ancora incerto per il perdurare della pandemia, le conseguenze delle tensioni geopolitiche e le pressioni inflazionistiche.

I risultati del gruppo

I risultati consolidati al 30 giugno 2022, approvati oggi dal Consiglio d’amministrazione della capogruppo Banca Sella Holding, si sono chiusi con un utile netto di 61,5 milioni di euro. Il risultato è testimonianza dell’alta diversificazione delle fonti di ricavo, che nel semestre ha beneficiato in particolare del buon andamento dell’attività di market making e della presenza nei portafogli del gruppo di titoli indicizzati all’inflazione e di fondi di venture e private capital che hanno registrato importanti performance. Ha inoltre contribuito al risultato la cessione dei crediti fiscali. L’utile è stato dunque in crescita rispetto ai 34,5 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente calcolato senza considerare le componenti non ricorrenti. Lo scorso anno, infatti, per effetto della plusvalenza ottenuta dall’operazione strategica di joint venture paritetica in Hype, che aveva portato all’acquisizione del 10% di illimity Bank, l’utile netto al 30 giugno 2021 era stato complessivamente di 89,4 milioni di euro.

Come già accaduto per la pandemia, di fronte alle conseguenze del conflitto militare in Ucraina, il gruppo Sella – che non ha alcuna esposizione diretta ai rischi connessi ai paesi coinvolti nel conflitto – ha definito un accurato Contingency Plan col tradizionale spirito di sana e prudente gestione, riducendo di conseguenza il proprio profilo di rischio, senza interrompere il supporto alle attività dei clienti nel nuovo scenario globale complesso e incerto caratterizzato soprattutto dall’elevata inflazione.

In questo quadro, rispetto al primo semestre dello scorso anno, il margine di intermediazione è cresciuto del 19,9% di ben 69,5 milioni di euro raggiungendo i 419 milioni di euro. Il margine di interesse aumenta del 35,9% a 161,8 milioni di euro sia grazie alla componente commerciale sia per l’effetto positivo dei titoli indicizzati all’inflazione, mentre i ricavi netti da servizi aumentano dell’8% a 192,7 milioni di euro. Il risultato netto dell’attività finanziaria è cresciuto del 24,2% a 64,6 milioni di euro per effetto delle plusvalenze dalla vendita di titoli, dei risultati positivi del trading in conto proprio e delle cessioni dei crediti fiscali.

La raccolta globale al valore di mercato al 30 giugno 2022 si attesta a quota 46,7 miliardi di euro, in calo del 5,1% rispetto ai 49,2 miliardi di fine 2021, principalmente per effetto della diminuzione di 3,9 miliardi di euro del valore dei corsi dei titoli, detenuti dai clienti e depositati presso le banche del gruppo, derivante dalla flessione dei mercati. In tale contesto e nonostante le incertezze del mercato, la raccolta netta globale nel semestre è stata positiva, pari a 1,2 miliardi di euro.

Gli impieghi comprensivi dei Pct sono cresciuti del 10,9% a 10,9 miliardi di euro, mentre gli impieghi al netto dei Pct sono cresciuti del 5,9% raggiungendo i 10,3 miliardi di euro.

Positivi gli indici di qualità del credito. Il costo del rischio di credito annualizzato è sceso a 31 bps (era 33 bps nello stesso periodo dello scorso anno e 58 bps a fine 2021), l’Npl Ratio netto è diminuito al 2,1% (era 2,2% a fine 2021), così come l’Npl Ratio lordo pari al 4% (era 4,2% a fine 2021). Il tasso di copertura sui crediti deteriorati è aumentato al 50,2% (era 49,5% a fine 2021), mentre quello sulle sofferenze è salito al 67,8% (era 67,1% a fine 2021). Il Texas Ratio è ulteriormente migliorato portandosi al 30,9% (era 31,7% a fine 2021).

L’andamento dei principali settori di business

All’andamento positivo del periodo hanno concorso tutti i settori in cui il gruppo è impegnato e la buona diversificazione delle fonti di ricavo, frutto della propria strategia di crescita e sviluppo sia dei business tradizionali che di quelli innovativi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, infatti, la finanza e l’investment banking hanno registrato un incremento dei margini del 53,6%. I ricavi da servizi d’investimento e private banking, pur in presenza di forti tensioni sui mercati, sono cresciuti del 3,8% a 92 milioni di euro. La raccolta qualificata derivante dal risparmio gestito e dalla componente in consulenza ha raggiunto i 20,6 miliardi di euro.

I volumi transati complessivi dei sistemi di pagamento, legati ai servizi di acquiring e di issuing, sono cresciuti del 28,5%, con un incremento complessivo del margine di intermediazione del 24,8% a 56 milioni di euro, anche grazie all’aumento delle transazioni tramite Pos (+25,7%) e di quelle mediante e-commerce (+23%). Le quote di mercato relative ai sistemi di pagamento sono ulteriormente aumentate rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 28,9% per l’e-commerce, il 6,9% per i Pos e il 2,1% per le carte di pagamento; sono rimaste importanti anche le quote di mercato in altri settori strategici come il risparmio gestito (0,84%) e il trading on line (10%). Nel primo semestre è aumentato il numero di clienti internazionali della società Axerve nell’ambito dei sistemi di pagamento, soprattutto in Regno Unito, Francia e Usa, a conferma delle prospettive di crescita del gruppo anche all’estero, in un mercato in espansione come quello dei pagamenti digitali.

I ricavi da nuovi business sono saliti del 15,2% a 37,5 milioni di euro, in particolare grazie ai servizi di open payment, alle soluzioni tecnologiche fornite a società terze e al corporate e investment banking.

Clienti, dipendenti e investimenti

Nel semestre il totale dei clienti del gruppo è ulteriormente cresciuto del 3,4%, a 1,2 milioni, senza considerare la fintech Hype detenuta in joint venture con illimity Bank. Il numero sale del 4,2% a 2,7 milioni tenendo conto dei clienti Hype. I costi operativi sono saliti del 10,2%, principalmente per le numerose iniziative legate allo sviluppo delle soluzioni tecnologiche innovative e all’incremento dell’organico tramite le nuove assunzioni. Il Team Sella, composto da dipendenti e collaboratori, è aumentato superando le 5.600 persone grazie a 360 nuovi ingressi di cui 230 in Italia e 130 all’estero; l’allargamento dell’organico è avvenuto di pari passo con l’avanzamento del piano strategico che nel primo semestre dell’anno è stato supportato da 36,6 milioni di euro di investimenti, senza considerare la componente destinata al patrimonio immobiliare. Il gruppo, inoltre, dopo avere raggiunto lo scorso anno la carbon neutrality in anticipo rispetto al piano fissato per il 2024, ha continuato a investire sull’efficientamento energetico adottando nuove soluzioni a minor impatto ambientale per le proprie sedi e succursali. Grazie alla crescita dei ricavi, pur considerando gli importanti investimenti realizzati, il cost to income si è attestato al 69,4%, in riduzione rispetto al 76% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Solidità e liquidità

Confermata la solidità patrimoniale del gruppo, largamente superiore agli standard richiesti. Il Cet1 consolidato è infatti pari a 11,99% e il Total Capital Ratio 14,39% (erano rispettivamente 12,28% e 14,19% a fine 2021, con una leggera flessione principalmente per effetto degli assorbimenti connessi alla rilevante crescita degli impieghi e per l’impatto del principio contabile IFRS9). I coefficienti patrimoniali non incorporano ancora gli effetti positivi derivanti dall’adozione dei modelli interni avanzati (AIRB), per i quali il gruppo ha recentemente ricevuto l’autorizzazione da Banca d’Italia. Tali effetti cominceranno a prodursi dal mese di agosto e saranno visibili a partire dal terzo trimestre dell’anno.

Positivi anche gli indicatori relativi alla liquidità. L’indice LCR del gruppo è pari a 195,4%, mentre l’indice NSFR è pari a 132% (per entrambi gli indicatori i limiti minimi previsti sono pari al 100%).

Banca Sella

I risultati al 30 giugno 2022 di Banca Sella, società del gruppo emittente titoli diffusi, si sono chiusi con un utile netto di 48,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 31,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie ad alcune componenti e operazioni di finanza che hanno caratterizzato il semestre, come le cedole sui titoli indicizzati all’inflazione e la cessione dei crediti fiscali.

Rispetto alla fine del 2021, la raccolta globale al valore di mercato è stata di 30,8 miliardi di euro, in calo dell’8% per effetto della diminuzione di 2,3 miliardi di euro del valore dei corsi dei titoli, detenuti dai clienti e depositati presso la Banca, derivante dalla flessione dei mercati in conseguenza dello scenario globale. La raccolta netta globale nel semestre è stata positiva, pari a 216 milioni di euro. Gli impieghi a supporto delle attività di famiglie e imprese sono cresciuti del 5,5% raggiungendo gli 8,9 miliardi di euro.

Positivi gli indici di qualità del credito. Il costo del rischio di credito annualizzato è stato pari a 19 bps (era 21 bps nello stesso periodo dello scorso anno e 36 bps a fine 2021). L’Npl Ratio netto della Banca è pari all’1,9% (era 2% a fine 2021), l’Npl Ratio Lordo è al 3,6% (era 3,8% a fine 2021). L’indice Texas Ratio è migliorato portandosi al 35,2% (era 36,2% a fine 2021).

In crescita il margine di intermediazione (+21,1% a 241,5 milioni di euro) e le sue principali componenti, il margine di interesse (+31,3% a 101,3 milioni di euro) e i ricavi netti da servizi (+9,5% a 118,6 milioni di euro). In aumento anche la componente relativa al risultato netto dell’attività finanziaria (+55,3% a 21,6 milioni di euro per l’effetto positivo delle plusvalenze dalla vendita di titoli e dalle cessioni di crediti fiscali, mentre si registra l’impatto negativo dei crediti valutati a fair value dovuti allo scenario macroeconomico esterno in peggioramento).

Nell’ambito della propria strategia di crescita, Banca Sella ha rafforzato il modello di servizio basato principalmente sulla consulenza e ha continuato a fornire risposte complete ed efficaci alle esigenze dei clienti. Anche grazie alle partnership siglate con importanti realtà fintech del settore, ha proseguito nella ricerca e sviluppo di applicazioni innovative, come ad esempio le micropolizze digitali istantanee via smartphone, l’onboarding online dei clienti tramite l’intelligenza artificiale e la nuova piattaforma digitale per le imprese in ottica open banking.

Nel primo semestre dell’anno, coerentemente con gli obiettivi di sostenibilità, Banca Sella ha ampliato la sua offerta di soluzioni finanziarie a supporto della transizione energetica delle imprese e della realizzazione dei loro progetti, come ad esempio il lancio del mutuo green dedicato ad acquisto, ristrutturazione o riqualificazione energetica di immobili ad uso residenziale o strumentale, nell’ambito del progetto europeo Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme.

Confermata l’elevata solidità patrimoniale con il Cet1 di Banca Sella al 15,23% e il Total Capital Ratio al 19,08% (erano 15,88% e 19,95% a fine 2021), in leggera flessione principalmente per effetto degli assorbimenti connessi alla rilevante crescita degli impeghi. I coefficienti patrimoniali non incorporano ancora gli effetti positivi derivanti dall’adozione dei modelli interni avanzati (AIRB), per i quali la banca ha ricevuto recentemente l’autorizzazione di Banca d’Italia. Tali effetti cominceranno a prodursi dal mese di agosto e saranno visibili a partire dal terzo trimestre dell’anno. Positivi anche gli indicatori relativi alla liquidità: l’indice LCR della banca è pari a 221,7%, mentre l’indice NSFR è pari a 146,8% (per entrambi gli indicatori i limini minimi previsti sono pari al 100%).

Banca Patrimoni Sella & C.

Banca Patrimoni Sella & C., la banca del gruppo specializzata nella gestione ed amministrazione dei patrimoni della clientela privata e istituzionale, ha chiuso il primo semestre 2022 con un utile netto di 8,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 5,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli asset under management si sono attestati a 16,9 miliardi di euro (-5,4%) rispetto alla fine dell’anno precedente. Nonostante l’andamento negativo dei mercati finanziari, è da evidenziare il risultato molto positivo della raccolta netta progressiva che nel semestre è stata pari a 1 miliardo di euro. Il Cet1 di Banca Patrimoni Sella & C. è 11,94% e il Total Capital Ratio 11,94% (erano 12,54% e 12,54% a fine 2021).

Fabrick e l’ecosistema fintech

Fabrick, la società del gruppo specializzata nell’open finance, con le sue controllate (Axerve, dpixel, Codd&Date) e con la gestione della community del Fintech District, ha registrato complessivamente ricavi netti per 21,8 milioni di euro, risultato sostanzialmente in linea con il primo semestre 2021. In crescita il numero dei clienti: le controparti collegate al 30 giugno 2022 sono state 293 e hanno generato un aumento significativo delle API call in piattaforma a 253 milioni.

Axerve, la realtà specializzata nell’accettazione dei pagamenti su tutti i canali sia fisici che digitali, che conta oltre 100mila clienti attivi supportati a livello nazionale e internazionale, nel primo semestre 2022 ha registrato volumi di transazioni tramite Pos ed e-commerce per un controvalore pari a 9,5 miliardi di euro, in crescita del 38% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Si è ulteriormente ampliata la community del Fintech District, nell’ambito della quale vengono sviluppati progetti di open innovation, arrivando a oltre 230 fintech e 12 corporate member. Fabrick, dunque, grazie alla propria piattaforma, ha continuato ad affermarsi quale abilitatore di progetti favorendo la collaborazione tra diversi attori, in un contesto in cui l’open banking introdotto dalla normativa europea PSD2 evolve nell’open finance includendo anche gli open payments. In questo contesto i nuovi modelli di business proposti, quali “banking as a service” e “embedded finance”, hanno trovato riscontro sul mercato da banche e corporate al fine di ampliare l’offerta e migliorare l’esperienza d’acquisto dei clienti.

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