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Cronaca

Una morte costata 50mila euro

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Si chiude la vicenda giudiziaria legata all’incidente in cui perse la vita Margherita Saramin, ciclista travolta e uccisa da un’auto. L’investitrice è stata completamente scagionata. Le figlie ora devono pagare migliaia di euro di spese legali e i danni alla vettura.

Era il 19 agosto del 2008. Margherita Saramin, 80 anni, di Borriana, stava percorrendo in bicicletta il rettilineo del Maghettone. Proprio all’altezza del ponte sul rio Bolume venne urtata da un’auto, condotta da una giovane, anche lei residente a Borriana. L’anziana donna morì  sul colpo. A distanza di anni sono arrivate le sentenze, penale e civile, che scagionano completamente l’investitrice.

“Il perito – si legge nel verbale d’udienza – ha rilevato come l’urto sia avvenuto al centro strada, come la vettura procedesse ad una velocità inferiore al limite previsto e come la signora Saramin abbia invaso la carreggiata della strada mentre sopraggiungeva la vettura, vuoi per cause accidentali o in quanto intenzionata ad effettuare una manovra d’inversione di marcia, determinando così l’inevitabile investimento”.

“Con questa sentenza – commenta, anche a nome delle sorelle Gisella e Daniela, Marinella Pisaniello, una delle figlie della vittima – mia mamma è morta due volte. Nessuno può sapere con precisione come siano andate davvero le cose. E proprio perché esistono dei ragionevoli dubbi, non capisco proprio come sia stato possibile attribuire a mia mamma il 100% delle responsabilità”.

Questa drammatica vicenda ha risvolti paradossali. Chiamate in causa come parte lesa, le tre figlie di Margherita Saramin si sono poi trovate coinvolte in una vicenda giudiziaria che è già costata loro circa 50mila euro.

“Le sentenze  – spiega Marinella Pisaniello –, oltre a darci torto, ci hanno condannate al pagamento delle spese legali, che in primo grado, fra gli avvocati dell’investitrice e quelli dell’assicurazione, assommano a circa 25mila euro. In appello il costo è stato più o meno analogo. E ho il timore che non sia ancora finita. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di speculare sulla morte della mamma. Volevamo solo che fosse fatta piena luce sull’incidente”.

Tra l’altro, le figlie di Margherita Saramin sono state condannate anche al pagamento dei danni subiti dalla vettura dell’investitrice, danni che ammontano a 2.800 euro.