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Cronaca

I fiori profumati sono nostri fratelli, scriveva il capo indiano Seattle

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"Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e’ solamente acqua, per noi e’ qualcosa di immensamente significativo: e’ il sangue dei nostri padri…". Questa è la lettera scritta dal capo indiano Seattle al presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce nel 1854.

E pensare che lo spunto me l'ha dato il mio amico di Facebook Pier Antoniotti, biellese, stilista e designer che lavora per il Consorzio Biella The Wool Company di Miagliano. Nella lettera si legge anche “L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stessa aria".

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