La Provincia di Biella > Cronaca > Cossato un ricordo per Edgar Cavallari, «Non ci sono fiori qui, ma meriti una preghiera»
Cronaca Cossatese -

Cossato un ricordo per Edgar Cavallari, «Non ci sono fiori qui, ma meriti una preghiera»

Una lettera ricorda il 43enne morto all’ex Cinecittà

COSSATO – Si chiamava Edgar Cavallari e aveva 43 anni l’uomo trovato morto la settimana scorsa nei locali dell’ex discoteca Cinecittà di Cossato, ormai prossima alla demolizione.
E’ stato trovato senza vita in un angolo di quel luogo che ogni tanto utilizzava come rifugio. Sul suo corpo disposta l’autopsia. A dare l’allarme alcuni senzatetto della zona che lo conoscevano. In questi giorni davanti ai cancelli è comparso un foglio con un fiore. E si legge il seguente messaggio: «Per la comunità “Non eri nessuno, se fossi stato un uomo noto questo misero posto (rifugio per i senzatetto o altro) sarebbe cosparso di fiori e persone in cerca di sapere qualcosa. Io non ti conosco, non so quale sia stata la tua vita, ma nessuno ti può giudicare tantomeno la società in cui viviamo. Ma un fiore e una preghiera non si nega a nessuno, tantomeno nel periodo in cui stiamo vivendo. Ovunque tu sia riposa in pace».
E’ stato il consigliere comunale di Cossato Stefano Revello a pubblicare su Facebook questo foglietto scritte da chissà chi. Lo stesso Revello ha annunciato che presenterà interrogazioni in Comune sulla vicenda. Per portare alla luce situazioni come quello di Edgar.
Nella lettera poche ma semplici parole per raccontare una storia di solitudine, ai margini della società. Edgar Cavallari è morto solo. Non era di certo famoso, ma aveva una famiglia e amici. L’ultima residenza conosciuta del 43enne era Casapinta, ma ancora prima aveva abitato nel Triverese dove aveva ancora diverse conoscenze e amici.
Mercoledì 11 novembre, nella mattina erano intervenuti i vigili del fuoco, subito si sono resi conto che l’uomo era morto ormai da diverse ore. Non è restato altro che attendere il medico legale per dichiarazione di morte. Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe trovato rifugio all’interno dell’ex discoteca per trascorrere la notte. Probabilmente è morto a causa del monossido di carbonio prodotto dal fuoco che aveva acceso per scaldarsi, oppure il decesso potrebbe essere riconducibile a un malore. Sul suo corpo non sono stati comunque segni di violenza. La procura di Biella incaricata del caso ha però voluto vederci chiaro e andare fino in fondo alla vicenda.

© riproduzione riservata