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Alberto Caligaris, oggi l’addio nella sua Chiavazza

Oggi pomeriggio Chiavazza dirà addio ad Alberto Caligaris, mancato a soli 54 anni, dopo pochi giorni di ricovero a causa di un malore

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BIELLA – Oggi pomeriggio Chiavazza dirà addio ad Alberto Caligaris, mancato a soli 54 anni, dopo pochi giorni di ricovero a causa di un malore improvviso, lasciando senza parole le tante persone che lo conoscevano e gli volevano bene.

Il funerale è in programma alle 14,30 nella chiesa parrocchiale del rione.

Chi era Alberto Caligaris

Tappezziere di professione – o meglio “tappezziere in stoffa”, come amava ricordare lui stesso -, era un volto conosciuto da tutti a Chiavazza, dove viveva da sempre e gestiva il laboratorio di via Rosazza, portando avanti l’attività di famiglia, fondata dal nonno e ampliata dal papà Sergio.

Il malore improvviso pochi giorni prima di Natale

Stando a quanto si apprende, Alberto si sarebbe sentito male nei giorni precedenti al Natale, mentre si trovava nella propria abitazione. Probabilmente un malore di origine cardiaca.

Sarebbe stato proprio lui a dare l’allarme e a chiedere aiuto ai soccorritori. Ricoverato d’urgenza, purtroppo non si è più ripreso e il suo cuore alla fine ha smesso di battere.

Alberto ha lasciato nel dolore la sorella Arianna e il nipote Marco. I familiari, nell’annunciare la dolorosa perdita, hanno voluto ringraziare la dottoressa Luigina Bono e tutto il personale del reparto di Rianimazione di Ponderano per l’assistenza e le premurose cure prestate.

L’amore per i rally e i motori

Oltre alla grande passione per il proprio lavoro, Alberto coltivava da sempre un altro grande amore: quello per i motori e, in particolare, per i rally. Era un abile pilota e partecipava spesso alle gare, con i colori della scuderia Biella 4 Racing, società della quale era anche vice presidente.

Anima del comitato del carnevale, era sempre pronto a dare una mano

Aveva un carattere schietto e leale, Alberto. Non si faceva problemi a esprimere la propria opinione in qualunque situazione. Soprattutto, però, chi lo conosce lo ricorda per il suo cuore grande: non si tirava mai indietro quando c’era bisogno di dare una mano, che si trattasse di aiutare un amico o un’associazione non faceva differenza.

Non a caso era una delle anime del comitato del carnevale di Chiavazza. Gli appuntamenti con il carnevale e la fagiolata del guinness per lui erano immancabili.

Le mascherine donate allo scoppio della pandemia e quella bimba aiutata a venire al mondo

Anche di recente, con lo scoppio della pandemia, aveva voluto dare il proprio contributo. In particolare nei primi mesi, quando le mascherine scarseggiavano.

Sfruttando le proprie abilità di artigiano e le scorte di tessuto non tessuto che aveva in magazzino, si era dato da fare per produrne in proprio e regalarle a enti e associazioni.

Insomma, sapeva rimboccarsi le maniche, Alberto. Come quella volta che, ormai diversi anni fa, aveva soccorso una donna in procinto di partorire. Le doglie l’avevano colta di sorpresa, ma la futura mamma aveva avuto la fortuna di incontrare lui sulla propria strada.

Ancora a distanza di anni, Alberto si emozionava ricordando quel giorno, dopo il quale aveva sempre mantenuto contatti regolari con la donna e con la bambina, che considerava come una figlioccia.

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