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Biella

Abbiamo scordato che chi non sa più ridere di se stesso è destinato a farsi ridere dietro dagli altri

Il commento di Vittorio Barazzotto

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BIELLA – “Biella fu sempre nemica di Biella,  l’amicizie son qui fuochi di paglia e solo il bene oprar paga gabella”.

Arrivano da lontano questi versi, scritti tre secoli fa da un frate agostiniano che, trasferitosi a Biella, tradusse in versi satirici la sua impressione sui costumi locali e sul carattere poco incline all’allegria dei biellesi. Il testo completo è riportato nel libro intitolato “Maledetti biellesi”, commentato, nella sua versione più recente, da Pier Paolo Benedetto, giornalista arguto e uomo di profonda cultura, nonché compianto  amico carissimo.

Anche Italo Calvino stigmatizzò il luogo comune sui biellesi,  che in una sua favola li aveva definiti “gente dura”.
Chissà se è proprio le stereotipo, che ci disegna come persone votate al lavoro e poco propense alla socialità, che ci impedisce di saper ridere di noi e dei nostri limiti.

Qualche settimana fa Luciana Litizzetto, nella trasmissione di Fazio,  ha dedicato alla nostra terra parole ironiche e pungenti, citando le vicende del signore che si è presentato all’appuntamento vaccinale con un braccio in silicone e della signora che si è recata all’esame di guida al volante della propria auto, sollevando un dubbio circa una probabile variante biellese del Covid che colpisce i neuroni, al posto dei polmoni.

La battuta della Litizzetto  non è stata apprezzata da molti biellesi, che hanno ritenuto offensive le sue parole, come testimoniano i tanti commenti apparsi sui giornali on line.

Eppure, razionalmente, gli spunti che il biellese fornisce alla satira sono tantissimi, partendo dalla nostra tirchieria proverbiale ed alla ritrosia ai rapporti umani fino alle più recenti, e numerose, gaffe del sindaco di Biella.

Qualche anno fa ci aiutava, nell’esercizio dell’autoironia, il processo del Babi, a lungo unico baluardo della satira locale e occasione in cui non venivano risparmiati i rappresentati politici né i vizi della città, sbertucciati da un impertinente ranocchio. Finito il processo, abbiamo consolidato il muro di seriosità che avvolge la nostra terra.

Così facendo abbiamo scordato che chi non sa più ridere di se stesso, è destinato a farsi ridere dietro dagli altri.

 

Vittorio Barazzotto

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