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“The Fila Story” racconta un pezzo d’Italia

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Presentato ieri il volume che ripercorre l’evoluzione del marchio biellese. Nelle pagine del libro si incontrano tutti i più grandi sportivi che hanno vestito il famoso brand.

E’ stato presentato venerdì pomeriggio il libro “The Fila Story”, un testo che racconta la nascita e l’evoluzione del marchio Fila e nel contempo narra anche di un pezzo di storia dell’industria tessile italiana ed anche della rivoluzione che l’ammiccante “F-box” ha portato nell’abbigliamento sportivo internazionale.

Sfogliando le pagine del volume si incontrano tutti i più grandi sportivi, non solo del tennis ma anche di moltissime altre discipline perché il marchio Fila non si è mai fermato, sperimentando e sfidando sempre nuovi ambiti, testimoniando quanto Fila sia, da sempre, protagonista ai livelli più alti della moda sportiva.

Il libro è suddiviso in tre fasi che rappresentano tre cambiamenti epocali della storia dell’azienda.

Il primo periodo è quello che parte dal 1973, anno di nascita del marchio a seguito della grande idea di convertire la produzione aziendale: da maglieria intima ad abbigliamento sportivo.

In questa fase occorre riconoscere la grande intuizione del management di intercettare il cambiamento che la società stava vivendo in quegli anni, dedicando sempre più spazio al tempo libero e allo sport. Altra grande intuizione di questo primo periodo è stata quella di legare il nome Fila all’immagine dei protagonisti sportivi dell’epoca basandosi sull’idea che “le proposte di abbigliamento sportivo, se indossate dai migliori giocatori, creavano una particolare reazione nel consumatore, perché indossandole avrebbe avuto la possibilità di ‘sentirsi nei panni’ del proprio idolo”. Un’idea geniale che portò a un grande riscontro di vendite. In questa prima fase Fila parte con il tennis ma ben presto si addentra in altri ambiti, in particolare quello della montagna e quello dell’acqua.

Ricordiamo alcuni dei protagonisti sportivi di questo primo periodo:  Adriano Panatta, Bjorn Borg, Evonne Goolagong, Paolo Bertolucci, John McEnroe, Gianni Ocleppo, Reinhold Messner, Giorgio Bertone, Marcello Guarducci, Ingemar Stenmark.

Nella seconda fase l’azienda subisce un nuovo e incredibile processo di riconversione produttiva e conquista il mercato statunitense delle scarpe sportive.

“La scalata ai grandi brand è un sentiero impervio, in salita, ai massimi livelli della più sfrenata competitività, ma Fila riesce a posizionarsi fra i più grandi colossi mondiali grazie ad una strategia vincente fatta di ricerca, design innovativo e giusta comunicazione”.

Un nuovo ambito di interesse di questo periodo è il basket. FILA fa indossare le proprie scarpe ai migliori giocatori dell’epoca: Grant Hill, Jerry Stackhouse, Jamal Mashburn e Kevin Johnson.

Ma in questo periodo FILA si consolida sempre di più nell’ambito del tennis (alcuni protagonisti sono Monica Seles, Boris Becker, Jennifer Capriati, Mark Philippoussis, Wayne Ferreira, Andrij Medvedev) e della montagna (Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Kristian Ghedina).

In quegli anni FILA sfida anche l’elemento acqua insieme a Giovanni Soldini nel corso dell’Atlantic Alone “un’impresa che mise alla prova un uomo e le sue azioni in condizioni estreme, un’epopea che, in diretta, emozionò il mondo intero, tenendolo col fiato sospeso. Fila c’era”.

Il brand in quegli anni sperimenta anche altri ed importanti settori dello sport: il calcio affiancando Franco Baresi, ma anche squadre come la Fiorentina, il West Ham e l’Amburgo; i motori con il sodalizio con Ferrari e Ducati; il running (Moses Tanui, Paul Tergat, Hellen Kimutai e  German Silva); lo skyrunning (Marino Giacometti); il golf (Tom Sturges Watson, Lee Janzen, Nancy Lopez) e ancora il fitness, atletica, baseball, pugilato, windsurf e beach volley.

La terza e nuova era parte dal 2007 quando Gene Yoon (insieme a Jon Epstein, presidente Fila U.S.A.), ha preso le redini del gruppo guidandolo verso nuovi percorsi, verso nuovi traguardi. One world, One FILA è il motto che ha ispirato l’organizzazione del gruppo che da una tradizionale multinazionale si è trasformata in un modello di business basato su una rete di forti partner locali gestiti da un team globale. Proprio in questi anni nasce la Fondazione Fila Museum, con sede a Biella, che ha il compito di custodire la storia di questo grande marchio e diffondere l’eredità culturale e di stile contenuta nella famosa “F-box”.

I protagonisti sportivi di questa terza fase sono nel tennis Kim Clijsters, Jelena Jankovic, Julia Gorges, nel golf Inbee Park, nell’atletica Son Yeon-Jae e Mo Tae-Bum.

Nel corso delle tre fasi Fila si è distinta anche per aver sostenuto, supportato e sponsorizzato eventi, tornei e delegazioni olimpioniche.

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