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Ripartenza col broncio

Dopo due mesi di stop, di code malfatte, di assembramenti inutili, di polemiche giuste e meno, di proclami e precisazioni da parte delle autorità siamo finalmente in una fase di risveglio. Biella ha sofferto come tutta Italia questo isolamento forzato ed ora piano piano stiamo intravedendo la luce in fondo al tunnel, forse.
Perché forse? Semplice, perché Biella soffriva già prima del lockdown, perché molte attività zoppicavano da tempo, arrivando a stento a fine mese con la vita normale e non osiamo immaginare come sarà per loro questa ripartenza.

Cosa ci riserva quindi il futuro? Visto che i parrucchieri non possono ancora riaprire, immaginiamo orde di capelloni a zonzo per il centro (cose che manco prima della crisi), imbronciati per il tempo perso a trovare e poi pagare il posto auto, visto che il comune ha pensato bene di rimetterlo a pagamento proprio in concomitanza con le prima riapertura, ma è un caso eh.
In questi giorni ci sono state comunque le prime sortite e ha fatto “scalpore” la coda infinita davanti al McDrive, per alcuni assurda, per altri legittima. Onestamente non ci ha turbati più di tanto la cosa, la gente dopo 60 giorni di isolamento ha cercato solo un po’ di svago, per alcuni poteva essere una passeggiata in Burcina, per altri 2 ore di coda in tangenziale, ma la gente è così, bizzarra e scostante.
Potrà essere discutibile la scelta della prima uscita ma resta sacrosanta la possibilità di poter scegliere cosa fare e cosa non fare con il proprio tempo libero e con il proprio denaro.
Speriamo solo che i biellesi abbiano lo stesso entusiasmo quando sarà ora di “aiutare” anche i negozi di zona, mettendosi in coda come l’altra sera, perché in fondo sono anche loro parte della comunità e non dimentichiamo che fino a febbraio ci hanno accolti e serviti, alcuni con il sorriso, altri un po’ meno ma si sa, il broncio fa parte del pittoresco modo di fare affari a Biella.
La Biella che piaceVa

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