Seguici su

Attualità

Quanto ci manca disprezzare

Pubblicato

il

Ma ve li ricordate i bei tempi prima del Covid? Quando a Biella la gente non usciva perché non voleva uscire, quando le feste in piazza generavano più querele che partecipanti, quando una manifestazione era vista come una privazione delle normali inutili abitudini, quando chiudere due ore via Pietro Micca per la corsa ciclistica creava uno strascico di polemiche senza senso da chi proprio in quelle due ore doveva fare la cosa più importante del mondo proprio passando da lì.

Bei tempi vero? Ah quanti ricordi, Bolle di Malto e la musica troppo alta, la birra troppo cara e i bar circostanti che lamentavano di non riuscire a vendere caffè.

Bellissimo poi il Mercato europeo con le sue bancarelle economiche e i suoi panini da via Monte Napoleone, i maialini allo spiedo in bella vista, per la rabbia degli animalisti, che stranamente non andavano mai a protestare per i polli allo spiedo dell’Esselunga a pochi passi da lì. E i commercianti di via Italia che lamentavano mancati guadagni pur tenendo chiuso? Che nostalgia ragazzi.

Sembra ieri che i negozi di abbigliamento accusavano la bancarella dei Bratzel di portar via clienti generando sterili proteste che a ripensarci oggi viene quasi da piangere, dal ridere.

Tutto questo accadeva poco più di un anno fa, quando una corsa podistica suscitava sdegno e adesso tutti che vogliono correre, quando le altalene dei parchi giochi non se le cagava nessuno e adesso tutti che ci vogliono salire, quando Burcina, Bessa, Bossola e Panoramica Zegna e Bielmonte esistevano solo per le gite di quinta elementare e adesso si sono scoperti tutti naturalisti, escursionisti, sciatori e Walter Bonatti dei poveri.

Insomma questa pandemia, questa zona rossa, queste restrizioni ci hanno insegnato ad apprezzare di più le cose che prima si disprezzavano ma attenzione, tutto ciò non ha reso Biella una città migliore, semplicemente ci ha dato nuove cose da odiare che in fondo, se il disprezzo fosse un mestiere, potremmo tornare sulla cresta dell’onda come ai tempi d’oro del tessile ma non siamo abbastanza furbi per trarre vantaggio dai nostri errori, non sapremmo sfruttare neanche questa nostra dote, forse perché ci costerebbe troppo.

Lo sappiamo bene, l’umiltà non paga mai abbastanza e quando si tratta di pagare, noi siamo sempre un passo indietro. Buona Pasqua.

La Biella che piaceVa

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *