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Palazzo Cisterna al Piazzo, scommessa da non perdere

Pausa caffè, la rubrica di Giorgio Pezzana

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Mettiamoci il cuore nei grandi eventi biellesi. Gli alpini biellesi hanno penato per decenni per riuscire a portare la grande Adunata delle gloriose penne nere a Biella e poi, tutto si esaurisce con il metallico fragore dei registratori di cassa? 

Dunque la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nei giorni scorsi è venuta a portar soldi al Piemonte e tra i vari capitoli, alla voce “Biella”, risulta, tra l’altro, una disponibilità di 12 milioni di euro per il recupero di palazzo Cisterna, al borgo storico del Piazzo. Dodici milioni di euro sono una cifra imponente. Una cifra con la quale un palazzo signorile dotato di servizi ultramoderni, lo si costruisce dalle fondamenta.

Ma palazzo Cisterna è un palazzo storico, uno dei simboli della città di Biella, certamente l’edificio più rappresentativo del Piazzo che via via, nei tempi più recenti della sua storia, lo ha visto adattato a caserma dell’Esercito, poi a sede della polizia stradale, ospitando successivamente gli uffici del Catasto, sino al progressivo abbandono da parte della Regione che diversi anni or sono ne precluse l’accesso, temendo situazioni di pericolo causate da eventuali cedimenti strutturali.

Ora finalmente sono disponibili le risorse necessarie per un intervento di recupero che si annuncia importante, considerate anche le dimensioni dello stabile che ha origini medievali e fu realizzato dai principi Dal Pozzo della Cisterna. Al suo interno sono tra l’altro individuabili alcuni affreschi ed un camino monumentale risalente al XVII secolo. Una bella opportunità dunque, anche se da qui all’apertura del cantiere dobbiamo attenderci i tempi biblici dovuti all’italica burocrazia. Però, la sola ipotesi che una struttura così importante possa rinascere e tornare al suo splendore, è allettante.

Rimane un interrogativo: che fare di quel palazzo dopo le opere di restauro? Il rischio maggiore è che possa essere affidato alla gestione dei soliti “cacciatori” di contributi pubblici, più attenti al loro tornaconto che non al rilancio di un edificio che, ad opere ultimate, avrebbe tutte le carte in regola per vedere realizzato al Piazzo un polo storico/culturale interattivo e dinamico, capace di riaccendere le ambizioni del rione più rappresentativo della Biella antica.

Giorgio Pezzana

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