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Museo del Territorio chiuso fino a data da destinarsi

Perdite d’acqua e impianti obsoleti, anche in basilica. Gentile: «Valutiamo una riapertura parziale»

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Museo del Territorio chiuso fino a data da destinarsi. Le perdite d’acqua e il deterioramento degli impianti hanno reso inevitabile lo stop, deciso in estate. Al fine di garantire la sicurezza delle opere e dei visitatori.

Si procederà con interventi strutturali prioritari che daranno nuova solidità alla struttura. Sara Gentile, vicesindaco e assessore alla cultura, illustra i prossimi passi per il futuro.

«La decisione di chiudere il museo è stata presa lo scorso 3 giugno dagli uffici comunali. La causa principale è rappresentata dalle diverse criticità strutturali emerse negli ultimi tempi. In particolare, si sono verificate infiltrazioni d’acqua dal sottotetto che hanno provocato fenomeni di umidità. Sia nella sala Novecento, compromettendo la sicurezza di alcune opere esposte, sia nell’area archeologica. A questa problematica si aggiungono le condizioni obsolete dell’impiantistica. Condizioni che rendono necessarie revisioni e sostituzioni per garantire la corretta conservazione delle opere e la sicurezza dei visitatori. Una prova di evacuazione, effettuata a maggio 2024, ha ulteriormente evidenziato queste carenze, rendendone inevitabile la chiusura».

Museo del Territorio chiuso fino a data da destinarsi

Nel frattempo, però, si sta lavorando per rilanciare il sito. «La Soprintendenza ha approvato l’intervento di restauro, consolidamento e implementazione dei percorsi espositivi. Anche alla luce di nuove infiltrazioni ha ritenuto, in accordo con la parte tecnica, di dare priorità agli interventi sulle coperture e sull’impiantistica, tralasciando quelli meno urgenti. I lavori vedranno un intervento massiccio sulle coperture del Chiostro e della Chiesa di San Sebastiano, anche questa interessata da pesanti infiltrazioni. E una revisione degli impianti antincendio e trattamento dell’aria e altri aggiornamenti tecnologici. Durante tutte le operazioni di cantiere sarà riservata particolare attenzione alla messa in sicurezza delle collezioni».

Per quanto riguarda la riapertura, i tempi non sono ancora stati fissati. «Al momento non è ancora possibile definire una data certa. I tecnici stanno lavorando a pieno ritmo per aggiornare il progetto e le tempistiche del programma dei lavori. Programma che dovrà contenere tutte le indicazioni della Soprintendenza e superare le successive fasi di verifica e validazione. Solo a quel punto sarà possibile dare una stima precisa sui tempi di completamento».

Possibile riapertura parziale

«Detto questo, stiamo lavorando insieme agli uffici competenti per valutare la possibilità di una riapertura parziale laddove le condizioni lo consentano. Stiamo percorrendo questa strada perché riteniamo che il luogo abbia un significato molto importante per la nostra comunità. È uno spazio chiave della cultura e dell’identità biellese e merita di essere restituito alla cittadinanza nel più breve tempo possibile».

Nonostante la chiusura, il museo continua a essere al centro di progetti culturali significativi. «In vista della riapertura, stiamo già lavorando intensamente per dargli nuova vita. Questo luogo non è soltanto un contenitore di opere d’arte ma è uno spazio vivo della cultura biellese. Per questo, anche durante la chiusura temporanea, abbiamo ritenuto fondamentale portare avanti un programma di valorizzazione del nostro patrimonio. Abbiamo rafforzato la collaborazione con “Amici del Museo” di UPBeduca, con cui abbiamo messo in campo iniziative significative. Una di queste è stata la recente visita a Parma per conoscere la prestigiosa mostra “Il Surrealismo e l’Italia”, con protagoniste sette opere del nostro museo. Un’attività importante perché dimostra come, nonostante la chiusura, il nostro patrimonio continui a dialogare con il grande panorama culturale italiano».

Il futuro

Infine, uno sguardo al futuro del museo e alle nuove idee in programma. «Accanto a queste iniziative stiamo progettando nuovi percorsi espositivi e mostre temporanee. Una volta completati i lavori, valorizzeranno al meglio le collezioni, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani. Questi non dovranno soltanto essere invitati a visitare il museo, Sarà importante renderli parte attiva attraverso progetti e iniziative che stimolino partecipazione, creatività e vicinanza al patrimonio culturale. Stiamo lavorando per fare del Chiostro di San Sebastiano uno spazio per ospitare festival, eventi e manifestazioni culturali, capaci di coinvolgere e attrarre un pubblico sempre più ampio. L’impegno di questa amministrazione nel mantenere vivo il legame tra il museo e la cittadinanza è costante, anche in un momento complesso come questo. La cultura è un patrimonio condiviso e crediamo che sia nostro dovere promuoverla e valorizzarla».
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