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Messe in suffragio, Oropa sold out

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BIELLA – «Ho telefonato all’ufficio offerte del Santuario di Oropa perché volevo far celebrare una messa in suffragio di un carissimo defunto. La voce che mi ha risposto, stridula, un po’ presuntuosa e sbrigativa, mi ha bloccata subito». Inizia con queste parole lo sfogo di una lettrice, inviato alla nostra redazione.
«Ha proprio detto così: “La blocco subito, signora, non può, siamo al completo fino alla fine del mese di marzo!”- prosegue la donna – Davanti alla mia meravigliata perplessità ha aggiunto con tono di falsa comprensione e di palese commiserazione: “Lei, però, può venire ugualmente ad assistere alla messa, sa!”. Non voglio impegnarmi in commenti che per forza di cose trascenderebbero nel volgare, ma la misericordia di una cerimonia religiosa, il conforto di una preghiera in memoria di un caro che non c’è più, possono sottostare alle esigenze di tempo di un normale esercizio commerciale?».
Sulla vicenda è intervenuto don Michele Berchi, rettore del Santuario di Oropa. «Gentilissima Signora, innanzitutto ringrazio il Direttore che mi permette di poterle fornire una spiegazione e nel contempo scusarmi se ha percepito una mancanza di rispetto nei suoi confronti e nei confronti dei suoi cari defunti. Concordo pienamente con lei che la misericordia e il conforto che ognuno di noi ricerca in una Santa Messa di suffragio non possono essere neanche lontanamente sfiorati da logiche proprie di “un esercizio commerciale”, ed è proprio per questo che, volendo dare a ciascuna richiesta l’adeguata importanza e rispetto, non accettiamo di accumulare più intenzioni nella stessa Messa. Questa è la ragione per cui, essendo molto rilevante il numero di richieste nel Santuario e benché si celebrino tre o quattro funzioni ogni giorno, chi desidera già oggi richiedere una Santa Messa in una data precisa, deve attendere fino a Marzo 2021».

«Mi permetto di aggiungere inoltre – conclude Berchi – che è facile prevedere che, per la generale diminuzione dei sacerdoti, la questione diventerà col tempo sempre più difficile. Confermati dalla sua critica, che accolgo in senso costruttivo, a trattare questi delicati argomenti con il dovuto rispetto e attenzione, ribadendo il mio rammarico se i toni le sono apparsi inadeguati, mi confermo, anche da parte dei miei collaboratori, a sua disposizione per trovare risposta alle sue richieste».

Giulia Gaia Maretta

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